WhatsApps è prova in caso di separazione

Moglie e amante si parlano su WhatsApp e i messaggi diventano una prova del tradimento del marito, con tutte le conseguenze del caso. Dalla Corte di Cassazione, alle sentenze dei Tribunali di Velletri e Ravenna.  

Lo scambio di sms su WhatsApp tra moglie e amante prova l’anteriorità del tradimento rispetto alla crisi coniugale: al marito l’addebito della separazione.

Il Tribunale di Velletri con la sentenza n. 664/2020 riconosce l’addebito della separazione a carico del marito traditore. Dallo scambio di diversi messaggi WhatsApp tra la moglie e l’amante e dalla deposizione di quest’ultima in giudizio, è emerso che la relazione extraconiugale era anteriore alla crisi coniugale e ne è stata la causa.

La chat su WhatsApp fa prova.E’ dello stesso avviso il Tribunale di Ravenna, che con la sentenza numero 231/2017 ha condannato una donna a restituire all’ex amante i soldi che questi le aveva prestato per comprare un’auto, proprio basandosi sul contenuto delle conversazioni intrattenute tramite chat e depositate agli atti.

Nel caso specifico i messaggi dimostravano che la donna si era impegnata a restituire le somme all’uomo con il quale all’epoca intratteneva una relazione clandestina, versando delle rate mensili di 200 euro e offrendo servizi di pulizia domestica.

Tale circostanza, per i giudici, è sufficiente a escludere inequivocabilmente che le somme per l’acquisto del veicolo siano state corrisposte come atto di liberalità. Oltretutto, posto che i due erano stati solo amanti per un determinato periodo e che l’uomo ha una compagna (e probabilmente anche la donna ha un partner), per i giudici non si comprende a quali regole del costume sociale corrispondessero le elargizioni.

Secondo la Corte di Cassazione: i messaggi sono fonte di prova in giudizio. La circostanza che gli sms possano costituire un’utile fonte di prova in giudizio è un principio che è ormai consolidato nelle aule di giustizia, suffragato anche dall’avallo dato da alcune sentenze della Cassazione.

Tra le più recenti si pensi ad esempio alla pronuncia numero 5510 del 6 marzo 2017, con la quale i giudici hanno ritenuto i messaggini dell’amante del marito una prova del tradimento commesso da quest’ultimo, idonea a giustificare l’addebito della separazione a carico del coniuge.

Immagine: @markuswinkler su Unsplash

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