Reportage: Penelope Delle Colonne

Il processo di beatificazione per la nuova autrice del dark italiano. Perversione, amore, miracoli e orrori del nuovo gotico. L’apprezzamento di Licia Troisi, Martin Rua, Dell’Omo e di altri signori di penna. I fanclub in Italia, i richiami all’occultismo e le minacce dei lettori ossessionati: «Lo pseudonimo mi serve anche a non far capire dove abito e vivo».

I fenomeni artistico-letterari spesso sono dipesi da una precisa programmazione e un’attenta gestione imprenditoriale. Non nel caso della giovane Penelope Delle Colonne – napoletana, Ariete ascendente Scorpione – tra le più amate autrici italiane del gotico contemporaneo.

I – OSSESSIONI

Amata, dai lettori, spesso anche in modo poco sano e inquietante, al limite della denuncia. Fino alle minacce in caso di morte di alcuni protagonisti dei racconti, o di finali non graditi. Dice lei: «Il nome d’arte che ho scelto, “Penelope Delle Colonne”, mi serve anche ad evitare certe cose. A non far capire dove possono trovarmi nella vita reale» (ricordate il Misery di Stephen King?).

Penelope” fiorisce da sé, selvatica, disordinata nella diffusione, densa e ispirata nei contenuti, agrodolce e penetrante al gusto. Dai colori delle viscere dell’animale umano e della profonda morbosità, quella che esplora i fondali dell’ombra, svestita di ogni etica.

Vodka&Inferno

II – VODKA&INFERNO

La saga Vodka&Inferno, nata nel 2016, è l’esordio dell’autrice. L’anima del mondo letta durante una notte di eclisse, l’incubo quotidiano di un mostro costretto all’eterno coma tra i viventi. Necrofilia, cannibalismo, parassitaggio, infanticidi, svariati modi di coniugare lo stupro con l’amore: «è la cosa più importante nei miei racconti», afferma Penelope e aggiunge: «si svolge su vari tipi di ossessioni». Una più cancerogena dell’altra, artigliando il pulsante desiderio di annichilimento, che si fa carne e sangue, autentico come l’affetto materno.

Cogli strumenti del fantastico e del prodigioso, essenzialmente, lei fa nella pagine dell’opera quello che Marina Abramović fece colla performance napoletana del 1974, a Studio Morra: togliere i veli alla bestialità che striscia nelle vene di tutti e infiamma anche padri e madri “dabbene”.

Cosplay (ispirato a Vodka&Inferno)

III – PER ACCLAMAZIONE

Romanziera priva della forza di media e agenzie letterarie, ma capace di vendere migliaia di volumi e addirittura di ispirare fanclub e gruppi ludici in tutta Italia: dalla Lombardia alla Campania, dalla Toscana al Veneto. Alle fiere e ai grandi eventi della carta stampata già girano i cosplay vestiti come i protagonisti di Vodka&Inferno. Sui social, spontaneamente, in poco più di tre anni, la pagina Facebook supera i 26.000 follower, quasi per inerzia. Su Instagram, più di 10.000 in un anno.

Importanti nomi esprimono apprezzamento e interessamento: la magistrale Licia Troisi, tra le più grandi e fondamentali scrittrici d’Italia (nel 2012, tre milioni di copie vendute in tutto il mondo); la noir Barbara Baraldi, tra le penne di Dylan Dog; il romanziere tra squadra e compasso Martin Rua, studioso di esoterismo; e Giulia Ciarapica, collaboratrice de Il Messaggero e Il Foglio.

L’influenza letteraria di Penelope sollecita bizzarrie in un pubblico mai sazio. Una lettrice appassionata si tatua il simbolo della “Famiglia Mikalov”. Gli account Facebook dei fans adottano il nome dei personaggi da lei inventati. Non le mancano “gruppi di haters”, spazianti tra la semplice critica, l’antipatia e grottesche accuse: «Non esiste il tuo ragazzo! Te lo sei inventato!». Tralasciamo gli inflazionati branchi di pervertiti della Rete colle classiche richieste d’arrembaggio e in chiave molto fetish. E, come premesso, ci sono anche le minacce in caso di dipartita letteraria di alcune creature dei romanzi.

Penelope

IV – SOTTOSTRATO

Se crescendo come fiore selvatico ha spontaneamente infervorato tanto, fino all’illecito, viene da domandarsi che pandemonio potrebbe germinare se Sua Infernalità fosse gestita da specialisti dell’immagine e tradotta in qualche altra lingua. Magari in aramaico. Probabilmente, cose simili al cult cinematografico Il seme della follia, di John Carpenter.

La mamma di Vodka&Inferno è filologa e linguista come formazione. La consistenza dei numerosi riferimenti storico-culturali testimonia l’impercettibile midollo nello scheletro dell’opera. Onnipresente Dante, soprattutto nella numerologia: «C’è tanto che ruota attorno al numero “sei”», ci precisa. O come nel primo volume, quando gioca col riferimento a un poeta provenzale dell’XI secolo. Tanti i rimandi alla stregoneria e all’occultismo.

Eppure, lei, mai si rende prigioniera del personaggio. Come invece spesso accade a certi autori e autrici ibernati nella grafite di esasperazioni stilistiche e artificiosi format editoriali. Mai un pupazzo del merchandising, mai denaturalizzata, come verificabile dall’invincibile timidezza di una bella, schiva e ombrosa ragazza bionda che odia parlare in pubblico. La devono costringere fisicamente, trascinarcela, come con Marcello Macchia da Daria Bignardi nel 2013, a Le Invasioni Barbariche.

Penelope

V – DICONO DI LEI

Percorrendo le esperienze di vari autori, conoscenti e collaboratori di Penelope Delle Colonne abbiamo raccolto alcune brevi testimonianze e pareri inerenti la sua produzione letteraria.

Martin Rua (autore): «Penelope delle Colonne: il lato dark della narrativa campana. Quando vedete i numeri dei follower della sua pagina Facebook, vi rendete conto di essere ignoranti. Nel senso che ignorate dove soffia il vento. Ventiseimila e ottocento seguaci sono un ottimo biglietto da visita per Penelope delle Colonne, questa vampira made in Napoli dallo sguardo di ghiaccio e dalle parole di fuoco. Quelle prodotte dalla sua penna suggestiva e accattivante, precisa nel descrivere ambientazioni e stati d’animo. “Vodka & Inferno vol. I e II” è la serie gotica che ha fatto innamorare di lei quei ventiseimila seguaci: una storia di danze russe e atmosfere veneziane che non lascia indifferenti. Lo stile di Penelope affascina e disorienta, le sue storie gotiche agghiacciano il lettore come il tocco freddo del vento del nord, ma poi lo avvolgono con improvvise fiammate di accese passioni. Una giovane promessa che è già una certezza. E noi non vediamo l’ora di tuffarci tra le pagine dei suoi prossimi, entusiasmanti lavori».

Maria Pia Dell’Omo (curatore editoriale): «Penelope delle Colonne è una delle voci più interessanti del panorama letterario gotico italiano. Nella sua saga, Vodka&Inferno, mescola degli elementi pulp a quelli orrifici, oltre ad affrontare tematiche LGBTQ come l’identità di genere e l’amore omoerotico (la sua tesi in Filologia si basa su una ricerca affine). I suoi personaggi non sono canonici, sono strumenti vivi – dice lei “figli di carta” – con cui esplora le profondità dell’animo umano, dei sentimenti intensi, viscerali e distruttivi come odio, amore, desiderio di vendetta, codardia, brama di potere. Sa farsi apprezzare per la sua franchezza e la mancanza di falsi perbenismi che così tanto credo avvelenino le narrazioni contemporanee, creando contrasti interessanti tra i personaggi, che evolvono attraverso idiosincrasie, conflitti, segreti. Inoltre, è molto brava a caratterizzare l’ambientazione delle sue storie. Quello che più colpisce sfogliando le prime pagine dei suoi lavori, in libreria o online, è sicuramente la sua poetica. Lo stile è molto ricercato, sapiente, non come la letteratura che sta prevalendo: paratattica e che poco sfrutta (sempre a mio avviso) la potenzialità del rapporto tra significante e significato. Penelope riesce ad avere un legame con la parola e con la musicalità della stessa. In questo c’è tutta la sua ampia cultura duecentesca. Citazioni che alcuni scambiano per “saccheggi” e invece sono omaggi che ci ricordano i capolavori della letteratura: la scrittrice vi ammicca e la mente colta li coglie e se ne bea. Questo non toglie però bellezza di fruibilità all’opera se a leggerla è chi non ha avuto modo di fare un certo percorso di studi. I testi di Penelope possono essere apprezzati a vari livelli e con varie intensità di piacere… letterario».

Vittoria Agostinelli (autrice): «“Vodka & Inferno” di Penelope delle Colonne è sicuramente una delle serie più particolari e interessanti che ho letto negli ultimissimi anni. Non ha paura o vergogna di mostrare ogni nefandezza che un essere umano è capace di compiere, sviscerando la psiche umana nelle sue accezioni più torbide e malate, e in questo io la trovo profondamente catartica. Oltretutto, apprezzo moltissimo che i suoi personaggi abbiano tutti una sessualità fluida, il che li rende molto reali».

Sabrina Camello (lettrice): «Quello che più mi colpisce di Penelope è la forza che riesce a dare alle sue parole. Non ti limiti a leggerle ma le vivi. Le senti. Riesci quasi a toccarle. Ciò che scrive ti entra dentro, scava a fondo, e non va più via. Perché è questo che uno scrittore dovrebbe fare. Lasciare qualcosa al proprio lettore e io ho sempre pensato che lei ci riesca benissimo».

Valentina Vale (gestore delle pagine FB dell’autrice): «Ringrazio per la possibilità che mi è stata data di poter parlarle di Penelope delle Colonne, che è non solo la mai autrice preferita, ma anche una cara amica. Ci siamo conosciute un bel po’ di anni fa e abbiamo fatto subito amicizia. Ho trovato che il suo lavoro e il suo sogno fossero entusiasmanti e, da lettrice e amante della scrittura, mi sono innamorata del suo modo di scrivere. Mi ha sempre catturata e incantata lasciandomi sempre il desiderio di leggere di più. Gestisco le pagine di Vodka&Inferno e Penelope delle Colonne. Come ho detto, mi è molto a cuore e ormai non potrei pensare a un mondo senza lei e la sua scrittura. Credo e spero che altre molte persone decideranno di seguirla, amarla, comprenderla e si interesseranno ai suoi scritti. Per quanto mi riguarda, nel mio piccolo metro di valutazione non professionale e di amicizia, credo sia molto capace, brava e meriti di ottenere gratificazioni dal lavoro che ha fatto e continuerà a fare da scrittrice. Incrocio sempre le dita per lei, le voglio bene e le auguro sempre il meglio, fino alla realizzazione dei suoi sogni e oltre».

Penelope

VI – SU RUBRICS

Penelope Delle Colonne è tra i redattori di Rubrics, sin dall’esordio della piattaforma, per le sezioni “Letteratura” e “Linguistica”. L’abbiamo personalmente corteggiata durante la fase progettuale, affinché la materia gotica ricevesse la giusta energia e attenzione.

L’articolo ha edotto eventuali profani sull’autrice.

Il che apre la possibilità dell’annuncio di un prossimo “gioco letterario” su Rubrics, con la direzione e benedizione della nostra patrona e nume tutelare della sezione gotica. A breve sulla pagina Facebook di Rubrics verrà pubblicato un sondaggio in cui sarà possibile, interagendo con Penelope Delle Colonne, contribuire alla creazione di un personaggio che apparirà nelle sue prossime storie.

Riguardo le modalità del sondaggio, prossimamente i chiarimenti.

Immagine: la foto di Penelope Delle Colonne è stata rielaborata dalla grafica Lucia Rivas (immagine di copertina). Tutte le immagini dell’articolo appartengono a Penelope Delle Colonne.

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Immagine di copertina, Penelope Delle Colonne
(elaborata da Lucia Rivas)