ORGE & COCA: “se non ti droghi il cliente si sente giudicato”

Nel crudo racconto della modella Giulia Napolitano, sulle numerose feste “alla Genovese”, tra escort, vescovi, politici, cocaina e facili abusi, emerge un aneddoto molto forte. Approfondiamolo.

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La testimonianza della modella Giulia Napolitano, per quanto possa sembrare il segreto di Pulcinella, offre un’efficace immersione nel quotidiano iper-mondano (o infra-mondano, punti di vista).

Nell’intervista su Vescovi, preti, giovanissime, cocaina, escort, modelle e orge… due punti del discorso ci risultano molto toccanti. Il primo, riguarda la pericolosa esperienza personale del “sequestro” da parte di un soggetto mentalmente instabile. Il secondo, è nel seguente passaggio:

Stai pagando una ragazzina di 18 anni, non ti fai schifo?
Stai spingendo anche lei a drogarsi
Mi sono resa conto che se non ti droghi il cliente non si sente alla pari con te.
Si sente inferiore.
Perché dice: “questa magari mi giudica!

Giulia Napolitano, modella

Il racconto riguarda un uomo di Chiesa, forse un Vescovo. Ma è inquadrabile in uno schema più ampio, generale, dove l’uso della cocaina supera l’aspetto ludico. Diventa il modo di livellare le persone, costringendole tutte assieme a un sottobosco autolesionista, dove l’aspetto squallido diventa la norma necessaria, un distintivo. Eguali nella debolezza. Nel disamore per sé e per l’altro.

Probabilmente la semplice orgia, o il “semplice” consumo di droga, separatamente non determinano tale condizione. Assieme, sì. A patto che tutti i coinvolti si sottopongano al “rito” e nessuno sia in grado di sentirsi “migliore” dell’altro. C’è un perdersi involutivo in chiave collettiva.

Cosa significa: “migliore”? Non autodistruttivo? Consapevole? Padrone di sé? Si aprirebbe altro discorso.

Ho ascoltato il passaggio più volte. Giulia Napolitano si fa illuminante, con un paio di frasi crea una narrazione di incredibile profondità. Forse neanche voluta. La spontaneità dell’aneddoto lo rende più penetrante.

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Immagine: Photo by Dainis Graveris on Unsplash