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Ansia sul palcoscenico della vita. Psicoterapia ed arte.

Il desiderio di scomparire, i familiari che criticano, le preoccupazioni e l’ansia dell’insuccesso. Con la terapia, ridare colore e nuova luce, come nell’opera “Le Ballerine: dietro le quinte”.

Ogni quadro racconta una storia unica ma al tempo stesso apre a molteplici narrazioni sulla base delle angolazioni da cui lo si osserva. Colori, sfumature e luci possono generare poiesi diverse in base agli stati d’animo ed agli umori degli occhi di chi guarda.

L’esperienza della psicoterapia, al contempo, genera nell’animo del paziente alchimie e rimescolamenti che permettono di far emergere nuovi spunti sul come rileggere i propri vissuti e vedere prospettive alternative per cambiare e crescere.

Una giovane ventenne resta in silenzio per l’intera seduta familiare, rannicchiata e stretta nelle sue spalle e con il volto semicoperto dai lunghi capelli. Il suo desiderio è quello di scomparire, mentre i suoi cari incalzano giudizi e preoccupazioni su di lei.

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La vedono fragile, esile, estremamente atterrita ed impaurita dalla vita. In più, la descrivono timorosa e arrendevole, pronta ad impegnarsi molto ma al tempo stesso priva di quella grinta necessaria per raggiungere i suoi obiettivi.

Intere giornate e nottate a studiare per poi letteralmente scappare via avanti ad un esame universitario. Eppure era la prima della scuola al liceo. Il tempo è come se si fosse cristallizzato, originando una “paralisi totale”.

Perse le vecchie amicizie e priva di relazioni sentimentali di alcun tipo, la ragazza investe, in maniera completamente sterile, tutto sui libri, rinunciando anche alla sua più grande passione: la danza.

Quanti cerotti su quei piedi sanguinanti, quanto sudore in quelle prove continue e ripetitive per realizzare al meglio le coreografie. Ma, adesso, è la paura che regna, trasformandosi in un’ansia generalizzata di insuccesso.

Quel suo silenzio, però, altro non è che un grido di guerra. Un urlo che, nel corso della terapia, pian piano risalirà dalla gola e verrà fuori fino a diventare impetuoso. Proprio il balletto sarà la chiave per riprendere in mano le redini della propria crescita. Sarà il passepartout che le consentirà prima di prospettare e poi di attuare una riorganizzazione emotiva, permettendole di riacquisire fiducia in se stessa.

Inizia così un lavoro per ridare colore ed una nuova luce alla ragazza, partendo dalla comunicazione e dalle relazioni in famiglia fino ad allargare il campo agli altri contesti.

Tinte pastello delicate ma al contempo marcate ed a tratti decisi come nell’opera di Edgar Degas “Le Ballerine: dietro le quinte”. Allo stesso modo dell’opera dell’impressionista francese, così si rende possibile la sperimentazione di una dinamicità “dietro il sipario” fatta di movimenti ed oscillazioni tra il timore di sbagliare e la voglia di strappare il “velo d’ansia” ed andare in scena, così come rappresentato dalla figura in alto a sinistra nel quadro.

Quel viso pallido e smorto ha riacquistato timidamente gradazione fino ad accendersi e a diventare vivo. Manca poco alla laurea, oggi sentita non più come una metà irraggiungibile ma come una tappa essenziale per un ulteriore inizio della propria storia.

All’opacità del pensiero della mancata realizzazione personale, ben presto, venature di azzurro, verde, giallo ed arancio hanno rinvigorito le tempra e donato un senso nuovo al movimento per accedere e danzare sul palcoscenico della vita.

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