L’oro di Ilaria Colantoni: Cinema e Moda

L’alto artigianato dell’orafa Ilaria Colantoni, in sodalizio col laboratorio “Pikkio”, brilla con la forza del lusso e della maestria sul grande e sul piccolo schermo, oltre che a teatro: da “Suburra” a Dior e Matteo Garrone – l’intervista di Ambra Patarini

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Il Made in Italy si distingue nel mondo per le sue eccellenze artigianali e chi lavora nel settore del lusso conosce bene quali sono le maestranze di cui ha bisogno per poter produrre un prodotto di qualità unico ed inimitabile.

Questo è il caso della protagonista della nostra intervista di oggi, Ilaria Colantoni. Lei è orafa specializzata anche nella realizzazione di modelli dei gioielli per le produzioni teatrali, cinematografiche e pubblicitarie, grazie alla sua collaborazione professionale con il laboratorio di Roma, Pikkio srl, unico nel suo genere. 

Troviamo uno dei suoi modelli più affascinanti nel film per Dior con la regia di Matteo Garrone nel quale Ilaria Colantoni ha riprodotto le mani dorate protagoniste indiscusse dell’arte divinatoria di una delle modelle

e nella serie di Netflix ambientata a Roma Suburraper la quale Ilaria Colantoni ha creato il modellino del bastone da passeggio con la testa di Leone impugnato dal Boss del clan zingaro, Manfredi Anacleti interpretato da Adamo Dionisi.

Come ti definisci nel 
tuo lavoro dell'arte orafa?

Io mi definisco artigianale nella tecnica, che seguo le orme del passato, ma con il desiderio di conoscere e provare nuove forme di linguaggio. Il mio lavoro consiste nel realizzare a mano dei modelli in cera che vengono poi fusi mediante l’antica tecnica della fusione a cera persa, procedimento usato già dal 3500 a. C. soprattutto nella statuaria e nell’arte orafa.

Essendo affascinata dal design, dell’illustrazione e dell’arte scultorea spesso mi trovo a realizzare gioielli che risentono di queste passioni. A volte mi concentro sulla pulizia della forma minimal, altre volte voglio cercare di raggiungere la tenerezza emotiva di alcune tavole illustrate. In campo orafo ammiro l’americano John Paul Miller e nell’illustrazione trovo straordinariamente poetico lo spagnolo Roger Olmos. Associo il mio percorso di studi, dal quale sono partita con indirizzo di grafica pubblicitaria alle superiori per poi continuare con la laurea in discipline pittoriche all’Accademia belle arti di Roma e il successivo Diploma alla Scuola dell’arte della medaglia presso I.P.Z.S di Roma, e il lavoro ad una continua metamorfosi. Io sono come un bruco che si prepara al cambiamento, ma piuttosto che ambire allo stadio di farfalla conclusivo, vuole godere appieno tutto il processo evolutivo.

Quali sono le caratteristiche
principali che devono assolutamente 
avere le tue creazioni?

I miei gioielli devono essere puliti nella forma e devono trasmettere il calore artigianale del prodotto fatto a mano. Anche nelle creazioni più minimal deve essere presente il movimento dettato dalla percezione del volume o della texture. Mi piace definire i miei lavori “modellati”, pensandoli come micro sculture, sia che rappresentano qualcosa di figurativo oppure piu’ astratto. Definisco la forma come uno scultore anche se lavoro su uno spazio decisamente più piccolo.

Secondo quale criterio e modalità  
viene selezionato un gioiello 
da te modellato per il cinema, 
il teatro o la pubblicità?

Collaboro con un laboratorio artigianale, rinomato nel settore di gioielli e accessori per il cinema, il teatro, la televisione e la moda, chiamato Pikkio s.r.l. di Roma.

Inizialmente il progetto grafico del gioiello mi viene mostrato dal costumista incaricato ed io eseguo a mano la modellazione in cera del prototipo. Successivamente il prototipo del gioiello viene fuso nel metallo richiesto dalla produzione e dopo una fase di lucidatura è pronto per lo spettacolo finale.

Nel corso della modellazione possono essere apportate delle modifiche concordate con il cliente in base alle necessità o a migliorie di tipo stilistico. Ogni lavoro riassume quindi l’intesa di più competenze, e’ una sorta di crescita professionale per tutti gli interessati al progetto.

Ilaria Colantoni Rubrics Rubrics.it Ambra Patarini moda gioielli
Corona (immagine: Pikkio s.r.l.)
Come vedi uno sviluppo 
futuro del tuo lavoro?

Di anno in anno la tecnologia prende sempre più piede sul lavoro artigianale, ma per molte tipologie di prodotto, soprattutto per gioielli dei quali esiste un solo esemplare, è ancora necessaria la manifattura. Probabilmente il mio lavoro sarà sempre di più un’esecuzione prestigiosa e desueta. Punto su questo, sul valore e l’unicità del fatto a mano, il calore trasmesso dalle mani artigiane, nella speranza che il cliente e’ sempre capace di riconoscere lo spessore di questo mestiere. Ad oggi c’è chi mi sceglie proprio per queste caratteristiche; perché posso dar forma alle proprie idee, perché realizzo modelli che trasmettono emozioni non trovabili nella grande distribuzione.

Fino ad ora quale tra i 
gioielli da te disegnati 
scegli come il tuo preferito 
e perché?

Solitamente gli ultimi lavori sono sempre i preferiti, perché racchiudono tutte le esperienze e le consapevolezze accumulate professionalmente.

Chi è il tuo cliente ideale? 
E per chi desidera un gioiello 
unico e su misura 
dove può contattarti? 

Il mio cliente ideale apprezza, sceglie e comprende il valore dell’handmade. Non ha necessariamente confini anagrafici, può indossare un gioiello ironico e molto colorato anche se adulto. Ama la natura e le forme d’arte, ci tiene ad esprimere attraverso gli accessori la sua personalità e le proprie passioni. Casual ma con un guizzo creativo. Forse sono proprio io???

Sito di Ilaria Colantoni

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