L’artista Caterina Notte a Shanghai

Al Consolato Tedesco di Shanghai la mostra “Antonyms” dell’artista italiana, già vincitrice della Call for Proposal 2020. Durante l’evento organizzato dalla WhyWhyArt, l’intervento di vari accademici.

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Torniamo a parlare con Caterina Notte. Lo scorso anno avevamo intervistato Caterina Notte dopo la sua selezione e vittoria della Call for Proposal, edizione 2020, della “Mostra Contemporanea” curata da me, Ambra Patarini e promossa anche sulle pagine online di Rubrics con la sua opera fotografica Predator #41, Monaco, 2020 (vai all’articolo del 2020).

Caterina Notte è un’artista e fotografa italiana e vive tra Porto Cervo e Monaco, le sue opere in mostra in Italia, in Germania e negli Stati Uniti, approdano nel 2021 anche in Cina, a Shanghai.

E’ stata inaugurata l’11 giugno la mostra dal titolo Antonyms organizzata dal WhyWhyArt, Dipartimento Cultura ed Educazione del Consolato Tedesco di Shanghai, fino all’30 settembre 2021.

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Predator#11

Qual è il tema principale di Antonyms?

Antonyms è una battaglia contro tutto ciò che è violenza, simbolica e concreta. Violenza spirituale, psicologica ma anche economica o sessuale, di definizione domestica. E’ un’azione che mira a sensibilizzare e attirare l’attenzione sullo sfruttamento economico a favore degli interessi individuali e a discapito di quelli sociali.

Il progetto organizzato da Whywhyart era iniziato con la proposta di 7 segni grafici, gli Antonyms, i contrari appunto, che grazie alla partecipazione collettiva oggi sono diventati già 12. Antonyms sono i Contrari: contro la violenza, contro la violenza sessuale, contro la violenza domestica, contro la violenza psicologica, contro la violenza emotiva, contro la violenza culturale e spirituale, contro i privilegi della conoscenza, contro la violenza ambientale, contro l’abuso di potere, contro l’abuso economico e contrari contro la violenza autodiretta.

Durante la mostra presso il Consolato generale tedesco a Shanghai (supportato da Ifagallery e dall’EASA) durerà quasi 4 mesi, interverranno anche diversi forum di esperti, antropologi, artisti, ricercatori e scienziati per riflettere sul tema partendo dal Prof. Li Jing, sociologo alla Zhejiang University e l’artista Susanne Junker.

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Quale/i tua opera hai presentato e perche’?

Ho partecipato con alcune opere del ciclo “Predator” che riflette appunto sul tema della violenza e sulle limitazioni alla libertà personale causate dalla creazione di pregiudizi e stereotipi individuali e sociali.

Il progetto Antonyms chiedeva di mostrare all’esterno le proprie opere così dopo averle stampate sotto forma di manifesti le ho inserite in un ambiente “controllato e iper-sorvegliato” come la Costa Smeralda in Sardegna in modo da creare un “contrario” visivo con l’opera, con il soggetto che ci rivela invece una disarmonia con il luogo sicuro.

Come ogni nuovo progetto anche Antonyms ha contribuito a dare una nuova direzione al mio lavoro, e quella responsabilità sociale che già sentivo molto forte ora ha avuto una nuova apertura verso l’esterno. Così ho iniziato a portare le mie protagoniste fuori, nella città in modo che intervenissero con scritte e azioni sul luogo. E’ molto entusiasmante coinvolgere persone diverse da me a fare esattamente quello che io farei.

Riscrivere la propria fragilità parte chiaramente da una decisione forte, a volte dolorosa, di cambiamento oltre che da un atto di estrema libertà ed è incoraggiante che bambine e donne siano disposte a farlo. Magari lasceranno solo un piccolo segno ma la loro azione rimarrà e in ogni caso il cambiamento sarà già avvenuto.

Come hanno reagito gli spettatori in Costa Smeralda guardando i manifesti di Predator?

La mia azione è stata in realtà molto veloce dal momento che ho scelto di intervenire in luoghi controllati e videosorvegliati, come il porto privato di Olbia e Porto Cervo. Predator è infatti anche un lavoro sul controllo e sulla sorveglianza e sull’accettazione della stessa da parte nostra. Antonyms mi ha dato la possibilità di agire in questo senso. In alcune occasioni è arrivata la vigilanza ma l’ho convinta a lasciarmi proseguire visto che si trattava di un’operazione artistica e sociale, sono stati comprensivi anche se ho dovuto rimuovere in fretta i manifesti. In generale i passanti, proprietari degli yachts o delle ville intorno si sono fermati a guardare fino a quando sono andata via, qualcuno curioso mi ha chiesto di cosa si trattasse ed è rimasto a farmi compagnia.

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Come sei entrata in contatto con l’ente WhyWhyArt e il loro progetto “Starting a conversation on comparative feminism” ?

Sono stata contattata direttamente dalla curatrice e artista, ideatrice del progetto, Zane Mellupe che ha visto i miei lavori in rete. Predator era perfetto per la sua idea e Antonyms lo era per me naturalmente, e portare all’esterno il mio lavoro di fotografia è stato un’ulteriore occasione per riflettere sull’ambiente e accentuare l’aspetto sociale e attivista della mia ricerca. Antonyms è un’idea coinvolgente, 40 artisti internazionali, un tema importante e attuale, una sfida per gli artisti a fare del proprio lavoro una lotta.

Quale sarà l’evoluzione artistica dei tuoi prossimi lavori?

Predator è un lavoro molto vasto, ha davvero numerose possibilità di evoluzione, ho puntato sulla debolezza perché penso che sia il punto di smistamento emotivo centrale e in questo momento sto lavorando infatti per dare a Predator anche un taglio ecologico.

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Che intendi quando parli di dare a Predator anche un taglio ecologico?

Parlo di un ulteriore visione di Predator a cui sto lavorando. Per me l’arte ha anche un messaggio etico, di conseguenza anche ecologico, il pianeta terra è sempre presente nei miei lavori. Ora voglio inserire Predator anche in uno spazio naturale dove la natura abbia un peso rilevante, e per questa serie Predator farà parte del progetto “A breath in design and art” https://artdesignbox.it/artists/caterina-notte/ che promuove l’opera d’arte come oggetto vivo che si occupa del benessere delle persone nell’ambiente in cui vivono, grazie ad un nuovo tessuto in grado di trattenere e disgregare le particelle nocive presenti nell’aria. Insomma un’opera d’arte che non se ne sta immobile ma vive e purifica l’aria che respiriamo. Potrete vederne un esempio a settembre al Museo Civico di Lecco. http://www.museoabbadia.it/

Quali sono ad oggi i tuoi progetti futuri?

A settembre sarò impegnata in due esposizioni, una personale al Museo Civico Monti di Lecco, curata da Ambra Patarini. Il museo è un setificio originale la cui natura e storia è perfettamente in linea col mio lavoro. Un luogo vissuto da donne che hanno portato avanti la loro vita con forza e coraggio.

Contemporaneamente inaugurera’ una mia bi-personale presso la galleria Artantide di Verona all’interno ciclo di mostre Re-genesis curata da Sandro Orlandi Stagl un’iniziativa molto interessante incentrata sulla necessaria azione del rigenerare, sia a livello sociale che a livello di individuo.

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Link: http://www.artantide.com/eventi_DettagliEvento?idMostraOnline=266

Nel frattempo sono impegnata anche nella pubblicazione di un libro con la casa editrice Cultura e Dintorni.

  • https://whywhyart.com/
  • Antonyms 2021
  • Dates: 11 th June –30 th September, 2021
  • Mon-Fri: 10:00-18:30
  • Venue: Department of Culture and Education of the German Consulate General Shanghai
  • Cross Tower 101, Fuzhou Road 318, Shanghai

Rimando per approfondimenti all’intervista del 2020 https://www.rubrics.it/e-notte-fu/

Sito internet di Caterina Notte https://www.caterinanotte.com/

Comunicato stampa della mostra a Shanghai https://www.caterinanotte.com/pdfpress/antonyms.pdf

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