La regina Elisabetta I era un uomo?

Bram Stoker, autore di Dracula, fu tra i sostenitori della tesi: la Regina d’Inghilterra era un impostore vestito da donna. Nell’Ottocento, vicino l’abitazione dell’infanzia elisabettiana, il ritrovamento di uno scheletro di bambina in abiti Tudor.

Uomo o donna? Possibile che dietro il pesante trucco, le sfarzose parrucche rosse e i pomposi abiti di Elisabetta I Tudor si nascondesse in realtà un uomo? Sembra una tesi fin troppo fantasiosa, ma furono grandi intellettuali a interessarsi alla questione, primo tra tutti il celebre Bram Stoker, il padre del celeberrimo Dracula.

Elisabetta è stata una delle sovrane più famose e illuminate dell’Inghilterra, capace di sconfiggere “l’invincibile Armata” durante la guerra anglo-spagnola. Glorificata in vita, resa leggendaria dopo la morte, ha ispirato opere teatrali come quella di Giacomo Rossini, Elisabetta, regina d’Inghilterra (1815), film e romanzi. Una figura carismatica ma nello stesso tempo ambigua.

Di lei si diceva che non fosse una donna molto bella, fin troppo lusinghieri sarebbero infatti i quadri che la ritraggono. Durante il suo regno passò addirittura una legge che vietava agli artisti di ritrarre la regina com’era in realtà, anche se sfuggirono ai controlli alcuni quadri non ufficiali che la ritraevano invecchiata.

Imperfezioni della pelle, lentiggini e abbronzatura, non erano segni di nobiltà all’epoca e per coprire le cicatrici lasciatele dal vaiolo, Elisabetta iniziò a cospargersi il volto con uno strato sempre più spesso di carbonato di piombo per rendere la pelle bianchissima. Utilizzava anche un rossetto a base di mercurio che provoca gravi effetti collaterali sulla salute come perdita di memoria, debolezza, perdita della vista. In più, con l’arrivo dello zucchero dalle Americhe, chi poteva iniziò a farne largo uso e, viste le condizioni igieniche, dell’epoca non era difficile imbattersi in sorrisi marci e denti cariati, come appunto quelli di Elisabetta.

Ma il fatto ancor più strano dell’aspetto fisico della regina era la sua precoce calvizie; inoltre, si vociferava tra la servitù e i medici, che soffrisse di amenorrea, ovvero assenza, o quasi, del ciclo mestruale.

Proprio l’aspetto della precoce calvizie della sovrana fece sorgere, tra i contemporanei e non, il sospetto che la sovrana fosse in realtà un uomo travestito da donna. Tesi che sarebbe avvalorata anche dal fatto che Elisabetta non volle mai sposarsi, che i suoi amanti facevano tutti una brutta fine, e che volle essere vestita sempre dalla stessa governante.

In realtà un uomo nella vita della regina ci fu, Robert Dudley, già sposato ma che occupò un posto di privilegio nel cuore di Elisabetta e anche alla morte della moglie di Dudley, Elisabetta affermò: «Intendo che qui continui ad esserci una sola padrona e nessun padrone.» intendendo dire che comunque non si sarebbe sposata con nessuno.

Già durante la sua adolescenza, il suo precettore affermava che fosse fin troppo intelligente e ferma per essere una donna e che i suoi atteggiamenti non lasciassero mai trapelare la classica lasciva attribuita, all’epoca, al genere femminile. A Tillbury, passando tra le truppe, Elisabetta pronunciò tali parole: «So di avere un corpo di donna fragile e delicato, ma ho lo stomaco e il cuore di un re, di un re d’Inghilterra».

Bram Stoker, scrittore di Dracula, nel 1910 pubblicò un libro dal titolo “I più famosi impostori della storia”, sostenendo che la regina Elisabetta non fosse altro che un uomo travestito. Bram Stoker cita molte voci che circolavano all’epoca come la lettera di un cortigiano che riporta: «Nessuno può guardare i migliori ritratti di Elisabetta senza astrologare d’acchito che non era certo una donna sensuale. Il volto affilato e austero, le labbra sottili e strette, il delicato mento aguzzo, gli occhi freddi e opachi denotano un carattere tutt’altro che lascivo e possono far pensare a naturali atteggiamenti mascolini sia pur dissimulati».

La storica inglese Antonia Rhynne riporta che Elisabetta sarebbe nata nel 1533 da Enrico VIII e Anna Bolena. Suo padre la mandò a Bisley, nella Contea di Gloucester, per metterla in salvo da una terribile epidemia di peste. Qui, però, la bambina avrebbe contratto la malattia e sarebbe morta. Non riuscendo a comunicare il triste evento al padre, la governante avrebbe sostituito Elisabetta con un bambino del posto dai capelli rossi, figlio illegittimo dello stesso Enrico VIII, e dunque dai lineamenti simili a quelli di famiglia.

Questa teoria, secondo gli storici, troverebbe conferma anche nel fatto che Elisabetta lasciò specifiche istruzioni perché nessuno vedesse il suo corpo dopo la sua morte e, inoltre, il reverendo Thomas Keble, vicario di Bisley, verso la metà dell’Ottocento, ritrovò nel terreno accanto all’abitazione dove aveva vissuto Elisabetta, lo scheletro di una bambina, vestita in abiti Tudor riposto in una piccola bara. 

Ad ogni modo, la storia sull’ambigua sessualità della regina, è ben nota nel folclore di Bisley, tanto che per tre secoli il consueto corteo di Maggio è stato aperto dalla “Regina di Maggio”, ruolo interpretato sempre da un ragazzino vestito in abiti Tudor.

Sicuramente il carattere forte, la tenacia e l’arguzia della regina hanno dato adito a dicerie sulla sua sessualità, in un’epoca in cui la figura femminile era vista come debole, incapace di prendere decisioni e figuriamoci di governare un regno. Forse per questo il suo carattere risoluto, il suo aspetto austero, il suo desiderio di non sposarsi e la sua irremovibilità fomentarono maldicenze. Quello che è certo è che Elisabetta I fu una donna molto particolare per l’epoca e che riuscì con la sua caparbietà a portare lustro e prestigio all’Inghilterra.

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