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I dati, la cosa più preziosa: Hard disk o SSD?

Alcuni trucchi per migliorare il rendimento del PC, mantenendo il costo contenuto. Piatto rotante o memoria potente? Questo è il dilemma…

Un giorno guardai dietro il mio computer, nuovo di zecca e un’etichetta minacciosa diceva: “In caso di spostamento della macchina avvertire preventivamente il personale tecnico, non procedere in autonomia”. A quel punto dovetti fare una scelta difficile: mettere a tacere la vocina che nella testa mi faceva mille domande senza risposta, oppure assecondarla e chiedere a qualcuno…

Ci misi due secondi a prendere in mano il telefono, chiamare il tecnico e chiedergli spiegazioni:

Ma perché mai dovrei avvisarvi quando sposto il PC, perché dovrei chiamarvi? … l’intervento si paga?”.

“E’ per l’hard disk”, mi spiega.

hard… che?”.

Vede, l’hard disk è delicato, se lei sposta il pc rischia di rovinarlo, se ci chiama noi lo parcheggiamo e così non succede nulla”.

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Vuoto totale. Di che diavolo stiamo parlando? Fu così che, ancora più incuriosito, mi documentai su come far sopravvivere il mio hard disk, che con i suoi 40Mb di spazio, faceva invidia ai coetanei e agli amici perché era nuovo di zecca.

Da allora ne è passato di tempo e, come sapete, in questo genere di cose gli anni sono secoli ed in effetti oggigiorno nessuno si preoccuperebbe più di dover chiamare un tecnico ogni volta che deve spostare un PC. Anche l’acronimo PC ormai sembra obsoleto, eppure tutto si è evoluto. Sono stati apportati miglioramenti sostanziali, ma la tecnologia è rimasta la stessa, un po’ come le auto….

Riprendiamo il discorso. Dove sono memorizzati i dati all’interno dei dispositivi elettronici? Essi si trovano nella cosiddetta memoria di massa, ovvero su un supporto fisico di memorizzazione ove restano anche dopo che il computer viene spento. Benissimo, allora cosa centrano gli hard disk?

Gli hard disk meccanici, o anche HDD, sono stati i protagonisti in questo ruolo di “supporto di memorizzazione di massa” per molti, molti anni e solo da qualche tempo sono stati affiancati dai loro cuginetti più scattanti e compatti, gli SSD che, pur svolgendo la stessa funzione lo fanno con tecnologia diversa e si stanno guadagnando la scena.

Il mercato oggi ci propone ancora entrambe le soluzioni a prezzi certamente diversi. Se ci trovassimo a dover fare una scelta, come potremmo muoversi tra queste due tecnologie? E come la seconda (quella degli SSD) può soppiantare il nostro vecchio PC?

Facciamo chiarezza: un hard disk meccanico, o HDD, funziona con un sistema di piatti in rotazione molto veloce (da 5400 a 7200 giri al minuto, giusto per dare qualche numero) sul quale galleggia (su un cuscinetto d’aria) un braccio con una testina magnetica in un fine gioco di equilibri micrometrici. La testina scrive e legge magnetizzando la superficie dei piatti stessi. Tanti più sono i piatti, tanto più l’hard disk è capiente. In pratica una tecnologia, miracolo della micromeccanica, che è con noi da molti anni e che ormai ha raggiunto elevati standard di affidabilità e sicurezza. Anche quando viene spostato un hard disk può sopportare urti e stress senza danneggiamento dei dati.

Un hard disk a stato solido invece o SSD (dall’inglese), è più simile, se vogliamo parlare a grandi linee, ad una chiavetta USB. Un sistema di memorie elettroniche permanenti in grado di memorizzare i nostri dati e di accedervi in modo praticamente istantaneo.

Fatta questa breve premessa teoria, come scegliere e quali sono i parametri fondamentali? Se è vero che hanno entrambi costi diversi, perché un utente dovrebbe optare per il più costoso ad esempio?

Per operare questa scelta è bene sapere che quando un computer è acceso, un dispositivo di massa non è mai “fermo”. Nel senso che, soprattutto durante le fasi di avvio, vengono compiute milioni di operazioni di lettura e scrittura dei dati. La conseguenza: più velocemente il PC si avvia e/o compie le sue normali funzioni, perché non è costretto ad aspettare che il dispositivo di memorizzazione prelevi o immagazzini dati. Da questo punto di vista gli hard disk SSD, cioè quelli elettronici, battono di gran lunga gli hard disk meccanici (HDD), perché essi possono accedere alle informazioni in modo estremamente veloce, direi quasi istantaneo.

Mentre per gli hard disk meccanici occorre aspettare che il braccio della testina magnetica capiti nella zona in cui sono memorizzati i dati da leggere o dover scrivere. Per questo motivo, se avete un vecchio PC, magari un portatile che pensate di buttare, il consiglio è quello di fare un backup completo dei dati e sostituire l’hard disk meccanico con un hard disk SSD… e lo vedrete praticamente volare, guadagnerete circa il 20% delle prestazioni. Toglierete il rumore (perché non vi sono parti meccaniche in movimento) e diminuirete il riscaldamento interno, con conseguente regime ridotto della ventola e minor consumo di batteria.

Esistono dei contro? Certo, non sono tutte rose e fiori come per quasi tutto quello che ci circonda: come prima cosa il costo. Un hard disk SSD costa mediamente molto di più a parità di Gigabyte rispetto ad un hard disk meccanico.

Per questo motivo di solito nei PC fissi, se si vuole sfruttare appieno i vantaggi di entrambe le tecnologie, il consiglio è montare un hard disk SSD di piccole dimensioni (es.: 250Gb), che ha un costo contenuto e destinarlo al solo sistema operativo, portando quindi i tempi di avvio ed esecuzione dei programmi ai massimi. Poi montare come hard disk secondario un meccanico (HDD) per la memorizzazione dei dati, con dimensioni cospicue (es.: 2 o 3 Terabyte), in questo modo si disporrà di un PC veloce e capiente ma a costi contenuti.

Esistono poi tutta una serie di pro e contro per quanto riguarda i dati. la loro gestione ed il loro recupero. Innanzitutto dobbiamo tenere conto che i dati sono la cosa più preziosa che abbiamo e quindi la loro conservazione, manutenzione e sicurezza sono fattori importanti, anzi vitali!

Come seconda cosa dobbiamo tenere sempre conto che qualsiasi tecnologia è pur sempre fallibile. Quindi dobbiamo considerare di calcolare ed applicare un criterio per valutare il rischio di perdita dei dati e loro eventuale recupero.

Abbiamo detto che gli hard disk meccanici hanno una tecnologia tutto sommato datata e questo è vero, ma è altrettanto vero che le migliorie apportate in questo settore sono notevoli, soprattutto parlando di conservazione dei dati.

Su superficie magnetica infatti possono verificarsi diversi fenomeni: ossidazione, depolarizzazione, shock magnetico, ecc. Questo può danneggiare una o più aree della superficie dei piatti portando alla perdita del dato. Per far fronte a questo gli hard disk meccanici moderni si “accorgono” del fenomeno e sono in grado di spostare i dati a rischio in zone più sicure, segnalandoci (attraverso il sistema operativo) preventivamente il danno in corso prima che i dati siano irrimediabilmente persi.  Dopo che il danno ci viene segnalato esistono strumenti software in grado di riportare il disco alla piena efficienza, effettuandone una manutenzione che lo riporta praticamente allo stato di fabbrica.

Diverso è il discorso per gli hard disk a stato solido SSD. Vengono garantiti dal produttore per un certo numero (molto molto alto) di operazioni (cioè letture e scritture di dati). In questo caso, se si verifica una perdita, è indice di un problema elettrico che mina l’affidabilità dell’interno dispositivo, rendendo il dato potenzialmente irrecuperabile.

A conti fatti quindi, gli hard disk a stato solido sono molto veloci, affidabili se li si usa nel periodo di vita garantito e se non si verificano guasti elettrici interni. Assolutamente consigliabili per destinarli al sistema operativo e ai nostri programmi, a dati cioè perdibili in un certo senso.

Gli hard disk meccanici invece costano meno a parità di Gigabyte e se usati correttamente, ad esempio evitandone il surriscaldamento, sono perfetti per memorizzare dati a lungo termine e con una regolare manutenzione possono essere riportati allo stato di fabbrica per una durata più consistente.

Da tenere assolutamente in conto che esistono anche dispositivi agganciati alla rete che possono fornire funzioni di puro immagazzinamento dati, chiamati NAS (dall’inglese Network Accessible Storage). Sono di sovente equipaggiati da una coppia di hard disk meccanici, in cui i dati sono ridondati in entrambi i dischi il che riduce al minimo, o addirittura a zero, il rischio di perdita dei dati.

Come ultima considerazione teniamo conto che anche nel mondo aziendale, dove i dati sono ancor più fondamentali, queste soluzioni sono largamente utilizzate. Quindi sì, è ipotizzabile dire che il piatto rotante ci terrà compagnia ancora per molto tempo… anche se la memoria potente, quando accendiamo il PC che si avvia in 5 secondi, ci fa dire: “WOW!!”

Immagine: Patrick Lindenberg su Unsplash

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