12 sfumature di Horror (astrologia)

I cult del cinema horror associati ai 12 segni dello Zodiaco. Da Silent Hill, a Venerdì 13, passando per Romero. Immancabile l’Esorcista, come anche l’horror italiano, con Pupi Avanti.

In occasione di Halloween (o Allauin, per i più critici), Francesca De Luca propone per Rubrics una scelta di cult del cinema horror, associati ai dodici segni zodiacali, da vedere comodamente a casa in tempo di epidemie e coprifuoco. Un modo inedito per avvicinare i cinefili all’astrologia e gli appassionati degli astri alle più indimenticabili pietre miliari del genere.

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Ariete – Venerdì 13

(Friday 13th, USA, 1980, diretto da Sean S. Cunningham)

L’Ariete è un segno d’azione e legato alla competizione. Piuttosto che cooperare in gruppo, preferisce correre da solo ed è disposto a tutto pur di raggiungere un traguardo. Nel mondo horror un Ariete tenderebbe sicuramente ad agire d’impulso, rischiando di commettere ingenuità irreversibili, oppure… rimarrebbe l’ultimo sopravvissuto!

È il caso di “Venerdì 13”, capostipite del sottogenere slasher, che ha reso famosa la formula dell’uccisione progressiva ad opera di un killer (Jason Voorhees) che si accanisce sui componenti di un gruppo di adolescenti vacanzieri spavaldi e in cerca di emozioni forti, proprio come gli Arieti.

Come da copione, del gruppo ne rimarrà soltanto uno, quello che in gergo cinematografico è chiamato il final man o la final girl, colui o colei che sopravvive grazie a coraggio e tenacia e che nel nostro film è rappresentato dalla combattiva Alice, eroina arietina che lotta (vincendo) fino alla fine, incurante delle ferite subite e di un tentativo di annegamento.

Ma tra i celebri “sopravvissuti” del cinema horror non possiamo che annoverare il mitico Ash (interpretato da Bruce Campbell), eroe per caso munito di protesi-motosega al braccio in quel piccolo capolavoro splatter che è “La Casa” (The Evil Dead, 1981, diretto da Sam Raimi).

Toro – La casa dalle finestre che ridono

(Italia, 1976, diretto da Pupi Avati)

Il Toro è il segno che più di tutti ama la vita tranquilla, la calma e la semplicità. Alla frenesia della città, preferisce immergersi nella placida natura della campagna dove può godere dei piccoli piaceri della vita, il più possibile lontano da complicazioni, scombussolamenti e melodrammi.

Ed è proprio nello scenario bucolico e all’apparenza rassicurante che Pupi Avati è riuscito tuttavia a mettere in scena quel Male che si annida dietro la facciata familiare della provincia italiana.

Ne “La casa dalle finestre che ridono”, la pianura padana diventa teatro di omicidi inquietanti che nascondono oscuri traffici con il mondo occulto su cui si trova a indagare un restauratore chiamato a recuperare un dipinto allegorico realizzato da un artista folle. Le indagini del protagonista verranno ostacolati da una longa manus tesa a nascondere la verità e a proteggere dei segreti terribili: uno status quo da mantenere a costo di spargimenti di sangue.  
I cinefili di gusti taurini che apprezzano l’ambientazione tipica italiana potranno godere della visione di altri piccoli capolavori del cinema horror nostrano: da “L’arcano incantatore” (1996), sempre di Avati, alla “trilogia zoologica” di Dario Argento:  “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970), “Il gatto a nove code” (1971) e “Quattro mosche di velluto grigio” (1971) e, naturalmente, l’immancabile “Profondo Rosso” (1975).

Gemelli –  Scream

(USA, 1996, diretto da Wes Craven)

Dominato da Mercurio, dio e pianeta della parola, della scrittura e di tutte le comunicazioni, i Gemelli sono celebri per la loro irresistibile socievolezza, l’impareggiabile ironia ma anche per la chiacchierata ambiguità morale: un perfetto mix incarnato dal loquace serial killer di “Scream” che, prendendo di mira alcuni ragazzi di un liceo, trascorre quasi tutto il tempo del film a chiacchierare al telefono per avvicinare e far cadere in trappola le sue vittime. Insomma, un antagonista ben lontano dai taciturni Mike Myers e Jason Voorhees che farebbero sbadigliare ogni buon Gemelli che si rispetti.

Anche l’ambientazione liceale, un must dell’horror a stelle e strisce, è collegato al terzo segno dello Zodiaco a cui viene associato il processo dell’apprendimento, l’età dell’adolescenza e le istituzioni scolastiche, ambiti che sono spesso accompagnati dalla spensieratezza e da una vita sociale intensa e sbarazzina.

La scuola è un teatro perfetto per chi vuole colpire con facilità, approfittando della spiccata frivolezza dei giovani protagonisti. Così accade in altri horror di ambientazione scolastica come “Carrie, lo sguardo di Satana” (Carrie, USA, 1976, diretto da Brian De Palma) in cui la protagonista si vendica della cattiveria e della superficialità dei suoi compagni.

Cancro – La casa del Diavolo

(Devil’s Rejects, 2005, diretto da Rob Zombie)

Quando si pensa al Cancro, la prima parola che viene in mente è “famiglia”. Ma i nativi del Cancro sanno essere anche molto tenaci e per difendere le cose e le persone che amano sarebbero disposti a tutto. Forse anche ad uccidere?

I valori del quarto segno dello Zodiaco sono magnificamente espressi nella pellicola di Rob Zombie, frontman dei White Zombie, che negli anni ha inaugurato dietro la macchina da presa un fortunato filone di horror movie con l’immancabile presenza della moglie Sheri Moon.

Il film – il cui titolo originale è traducibile come i “Reietti del Diavolo” – vede protagonisti quelli che tradizionalmente nel filone horror sarebbero liquidati come i “cattivi”: una famiglia di assassini molto unita che, in fuga dalla polizia, si lascia indietro una scia di sangue fino al tragico epilogo finale, decisamente strappalacrime per il genere a cui siamo abituati.

Il cinema horror non è privo di esempi di famiglie di tipo disfunzionale che sarebbero pronti ad uccidere pur di mantenere il sistema malato e asfittico che hanno costruito: basti pensare alla famiglia di cannibali deformi de “Le colline hanno gli occhi” (The hills have eyes, 1977, Wes Craven).

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Leone – Il presagio

(The Omen, 1976, diretto da Richard Donner)

Il Leone è il segno della fierezza, della nobiltà e dell’orgoglio. Il Re dello Zodiaco si distingue per il portamento regale, l’atteggiamento spesso vistoso e adora essere al centro dell’attenzione del pubblico. 

In un horror il nostro Leone non potrebbe che essere un personaggio importante, un erede di spicco, un eletto… magari il figlio di Satana in persona, che nel “Presagio” è rappresentato dal piccolo Damien dal sorriso beffardo, niente di meno che il celebre “Anticristo” della tradizione biblica. Nel film il ragazzino si distinguerà per la sua diabolicità dando il via a una serie di omicidi a dir poco spettacolari – famosa è la scena della decapitazione di una delle vittime – come del resto è spettacolare il proverbiale esibizionismo del Leone.

Se vi piacciono le storie che hanno al centro “figli d’arte” satanici, non potete perdere il cult diretto da Roman Polanski, “Rosemary’s Baby”, la storia di una donna incinta di un pargolo che, a sua insaputa, è frutto del rituale di una setta satanica della buona borghesia newyorkese.

Vergine – Zombie

(Dawn of the Dead, 1978, George Romero)

La Vergine è notoriamente un segno attento alla cura e all’igiene al limite dell’ipocondria. Quale può essere l’incubo più grande dei nativi del sesto segno zodiacale se non quello di vivere una dilagante pandemia che infetta le persone tramutandoli in Zombie assassini?

Sul tema il grande regista George Romero ha forse realizzato le pellicole più memorabili, in cui tuttavia non manca di inserire una profonda critica della società americana, il cui virus più nocivo è probabilmente il consumismo, quel morbo che rende le persone simili a morti che camminano (tra i negozi).

Non a caso, il secondo capitolo della trilogia, si svolge quasi interamente in un centro commerciale, simbolo del consumismo imperante, verso il quale anche da morti, la gente ritorna assecondando un istinto animale.

Tra i film che possono terrorizzare i Vergine ricordiamo anche pellicole come “La città verrà distrutta all’alba” (The Crazies, 1973, sempre diretto da Romero) sugli effetti di un’arma biologica fuori controllo che sembra far impazzire la gente, e “28 giorni dopo” (28 days later, 2002, Danny Boyle), in cui un virus rilasciato da una scimmia di laboratorio semina morte e distruzione.

Bilancia – Miriam si sveglia a mezzanotte

(The Hunger, 1983, diretto da Tony Scott)

Eleganti, raffinati e amanti della pace, gli amici della Bilancia non si sentirebbero del tutto a proprio agio in un contesto horror dal momento che i loro ideali sarebbe sospesi a favore di un vortice disordinato di sangue e violenza in cui le loro famose doti di diplomazia servirebbero a ben poco di fronte a mostri, zombie e feroci serial killer.

Ciononostante, il cinema horror è riuscito ad ammantare di fascino e di un certo romanticismo i contenuti truculenti del genere: sono un esempio i film sui vampiri, anti-eroi romantici e fortemente sensuali.

In “Miriam si sveglia a Mezzanotte”, pellicola colta, ricercata e curata anche nella colonna sonora, possiamo ammirare le due attrici protagoniste (non a caso della Bilancia), Catherine Deneuve e Susan Sarandon, che insieme a David Bowie, si dilettano a soddisfare la loro sete di sangue umano seducendo con stile le ignare vittime.

Ma il cinema horror ha declinato il tema tipicamente bilancino della relazione romantica mettendo in scena rapporti sensuali piuttosto estremi: per gli stomaci più forti possiamo proporre “Nekromantik”, pellicola tedesca sul tema della necrofilia.

Scorpione – Cimitero Vivente

(Pet Sematary, 1989, diretto da Mary Lambert)

Ammettiamolo, con lo Scorpione è possibile sbizzarrirsi nel trovare associazioni con il genere horror. Infatti, è il segno che forse più di tutti ama indagare nei misteri e nelle situazioni più torbide e perverse. Inoltre, è il segno più legato alla Morte, protagonista assoluta del genere nelle più diverse sfaccettature e declinazioni.

Se dovessero vivere in un film horror, lo Scorpione prediligerebbe senz’altro i cimiteri come il famoso luogo di sepultura di Pet Sematary, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King.

Si tratta di un antico cimitero indiano della tribù dei Micmac che, secondo le leggende, ha il potere di riportare in vita le creature che vengono sepolte e nel quale il protagonista, un padre di famiglia, decide di seppellire il gatto morto di recente che, effettivamente, riesce a tornare in vita… leggermente mutato.

Le proposte horror per lo Scorpione che vertono sul tema della Morte possono essere svariate, tant’è che dovremmo chiedere proprio a uno Scorpione suggerimenti sulla visione ma per onorare la celebre passionalità del segno, citiamo una pellicola che trasuda eros e tanathos come “Dal tramonto all’alba” (From dusk till dawn, 1996, Robert Rodriguez), ricco di sangue e scene erotiche che l’hanno reso indimenticabile.

Sagittario –  L’Esorcista

(The Exorcist, 1973, diretto da William Friedkin)

Il fascino dell’esotico è una tendenza alla quale il Sagittario non riesce a essere immune. Amante dell’esplorazione, della scoperta e dell’avventura, i nativi del segno possono essere positivamente colpiti da elementi inusuali che riguardano culture e paesi lontani. Cosa ci può essere quindi di più esotico, addirittura di un antico demone assiro che irrompe drammaticamente nella quotidianità yankee di una famiglia borghese di Washington?

Tratto dal romanzo di William Peter Blatty, il film mette in scena il tema (all’epoca tutt’altro che visitato) della possessione demonica subita da una ragazzina che per sbarazzarsene dovrà ricorrere a un metodo, l’esorcismo, altrettanto singolare per la società americana protestante moderna.

Gli amanti dei paesi e delle culture lontane non potranno che apprezzare il prologo del film ambientato in Iraq nel contesto di scavi archeologici che portano alla luce una statuetta del demone assiro Pazuzu, il vero protagonista del film.

Anche in altre pellicole, il Sagittario potrà essere attratto dal tema del Male che viene “da fuori”, che siano le culture più lontane ed esotiche, come nel sanguinario “Cannibal Holocaust” (1980, di Ruggero Deodato) oppure proveniente addirittura dalle sconfinate distese dello spazio, come in “Alien” (1979, di Ridley Scott), in cui il Male è qui totalmente alieno all’umanità.

Capricorno – Halloween

(1978, diretto da John Carpenter)

Governati da Saturno, l’allegria non è la caratteristica principale dei nativi del Capricorno, segno che mostra in tutto ciò che fa serietà, distacco, autocontrollo e responsabilità. Per queste peculiarità, spesso viene percepito come freddo, algido e indifferente. Ed è forse al Capricorno che si è ispirato l’ideatore del serial killer che, forse più di tutti, ha mostrato sin da bambino le più sconcertanti caratteristiche di freddezza e inespressività, al limite dell’inumano: Mike Myers, indimenticabile assassino della saga “Halloween”.

Mike inizia la sua carriera omicida niente di meno che all’età di sei anni, quando uccide a coltellate la sorella senza apparente motivo. Fuggito dal manicomio in cui è stato recluso per 15 anni, durante i quali non ha quasi mai parlato con nessuno (aspetto messo in evidenza nel pregevole prequel del 2007 diretto da Rob Zombie), il nostro Mike dà il via a un carosello di sangue che ha luogo nella notte del 31 ottobre, la vigilia di Ognissanti (così tradotto nel doppiaggio, dato che nel ’78 in Italia la festa di Halloween non era ancora molto conosciuta).

Se vi piacciono i serial killer spietati e con una maschera di impassibilità, godetevi in azione anche “Leatherface”, assassino che indossa una maschera in pelle umana in “Non aprite quella porta” (The Texas Chainsaw Massacre, 1974, di Tobe Hooper).

Acquario – Freaks

(1932, diretto da Tod Browning)

L’Acquario è noto per essere ribelle, eccentrico, stravagante. In inglese si direbbe un… freak, termine che traduce anche il nostro “fricchettone” che ben si sposa al carattere libertario e comunitario dell’undicesimo segno che non si vergogna di manifestare la propria originalità, a dispetto del giudizio della gente.

E Freaks è anche il titolo di una dei più celebri cult movie del cinema in bianco e nero, ambientato nel mondo del circo in cui sono protagonisti una serie di personaggi bizzarri come nani, donne barbute, esseri privi di arti e tutti coloro i quali, per la loro diversità, sono stati rinnegati e osteggiati dalla società.

I “mostri” che tradizionalmente nel cinema horror sono sempre stati gli antagonisti par excellence da sconfiggere, nel film assumono il ruolo inedito di eroi positivi che si coalizzano contro coloro i quali, nella loro normalità, si annida la vera mostruosità.

Caro all’immaginario acquariano è certamente quel genere che va sotto il nome di “grottesco” in cui si annoverano dei capolavori come “Videodrome” (1983, di David Cronenberg) o Eraserhead (1977, di David Lynch).

Pesci – Nightmare

(A Nightmare on Elm Street, 1984, diretto da Wes Craven)

I Pesci sono il segno della trascendenza dalla realtà: è per questo che sono legati al mondo dei sogni (e degli incubi) e dell’immaginazione. Uno scenario da Pesci tipicamente horror è quello di essere intrappolato in un sogno o di non poterlo distinguere dalla realtà. Come succede in “Nightmare”, fortunata saga incentrata su una delle icone horror più pittoresche del genere, il celebre Freddy Krueger (interpretato da Robert Englund).

Anche qui vediamo protagonisti degli adolescenti che diventano il bersaglio prediletto dell’”uomo nero” Krueger, capace di nutrirsi delle paure scatenate dai dormienti costretti a vivere un incubo in cui il confine tra immaginazione e realtà è confuso e indistinguibile.

Chi subisce il fascino onirico dei mondi paralleli e dei diversi livelli di realtà potrà dirigersi verso “Silent Hill”, la cittadina protagonista del film diretto nel 2006 da Christophe Gans e tratto da una serie di videogiochi, mentre se “impazzite” per le malattie mentali, potrebbe fare al caso vostro una gita a “Shutter Island”, amena isoletta sede di un manicomio criminale in cui niente è ciò che sembra (nel film del 2010 diretto da Martin Scorsese).

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Immagine: Photo by Perchek Industrie on Unsplash