Termodinamica e società

Dalle banalità alle complessità: un popolo si uniforma prima ad abitudini imposte o consigliate? Qual è il comportamento di un esercito avanti a una nuova arma? I principi della fisica e la statistica possono aiutare.

Il popolo, inteso quantità di persone, è troppo numeroso e troppo disordinato perché sia possibile controllare le abitudini di ogni singolo individuo. Per questa ragione una previsione statistica antropometrica deve accontentarsi dei valori medi delle dinamiche osservate.

Le abitudini di un popolo non variano in nessun caso, o le dinamiche sono reversibili?”, è un primo importante dubbio scientifico/sociale del 19° secolo. La sua origine filosofica è in un tema fondamentale della cosmologia newtoniana.

Questa idea stimolò la ricerca di leggi comportamentali che si applicassero alla gente, tra abitudini e improvvisazioni.

In passato fu stabilita in statistica, con sufficiente validità, l’esistenza di una legge di conservazione del valore medio di una grandezza. Intanto, i fisici si convinsero, con altrettanta sicurezza, dell’esistenza di leggi di conservazione delle variazioni di abitudini sociali e private. Tuttavia, il successo di queste leggi di conservazione non eliminò del tutto il “sospetto” che il popolo si omologasse alle abitudini imposte prima che consigliate.

Le abitudini di una persona si conservano lasciandola individualmente libera di muoversi, ma si perde la previsione statistica delle sue azioni se si considera un intero popolo.

La massa di un uovo si conserva pur sbattendolo per fare una frittata, ma si perde la sua struttura organizzata. Non c’è possibilità di farlo ritornare come prima.

Si può quindi descrivere un atteggiamento irreversibile con una teoria basata sulla meccanica newtoniana, ovvero sulla reversibilità degli eventi, oppure vi è implicata un’altra legge fondamentale della natura?

Il primo tentativo di formulare leggi quantitative per i processi irreversibili fu stimolato dalle ricerche per ottenere un aumento dell’affidabilità statistica delle previsioni, come: prevedere il comportamento di un esercito contro una nuova arma, o sotto condizioni meteorologiche avverse (1).

La comunicazione tra esseri viventi degrada sempre? Diventa sempre più imprecisa? Questo aspetto pone delle limitazioni fortissime all’informazione. Perché si parla di termodinamica?

La termodinamica è una “disciplina statistica” e una legge applicata ai gas (dal greco “chaos”), per poter prevedere il comportamento di un numero enorme di molecole e, per similitudine, un numero enorme di individui (2).

Un individuo (libero e sano) che vive in una democrazia occidentale, in un arco di tempo tutto sommato breve (un giorno), viene a contatto direttamente ed indirettamente con centinaia di altri individui.

Come è possibile comprendere le variazioni, soprattutto in periodi di urgenza?

La termodinamica ci fornisce un metodo per poter prevedere una grossa variazione comportamentale (magari di un popolo). Non è la sfera di cristallo, ma è una strada percorribile ed è funzionale alla comprensione della possibilità di un precipizio sulla nostra strada (2).

La politica dovrebbe sempre ascoltare gli esperti e gli specialisti di un settore. La matematica e le scienze sono strumenti dell’umanità per l’umanità.

Note: 1) Geremy Rifkin, “ENTROPIA”; 2) The Project Physics Course.

Immagine: mauro mora su Unsplash

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