Solidarietà nel donarsi

In un Paese con 9.000 persone in attesa di trapianto, un italiano su otto svolge attività di volontariato: il Trentino in testa alla classifica. Essere solidali ci fa sentire meglio con noi stessi oppure è solidale chi si sente meglio con sé stesso?

Premessa redazionale – L’ A.I.D.O. è ospite fisso sul Rubrics, per la sezione medico-scientifica, nella finalità di sensibilizzare sul tema della donazione degli organi. Questo articolo porta la firma del Prof. Guglielmo Venditti, Consigliere Nazionale AIDO, già Vice Presidente Nazionale. Ringraziamo Gennaro Castaldi, storico membro dell’AIDO e Presidente di AIDO Caserta, per avercelo presentato.  L’A.I.D.O. è fatta da donne e uomini che impiegano tempo ed energie per promuovere la vita. Per diventare donatori di organi si può scaricare il modello dal sito: www.forumperlavita.org (in prima pagina: “modulistica”).

Tra i tanti valori della vita di cui noi siamo testimoni la solidarietà occupa un posto importante. La solidarietà, cioè il donarsi si estrinseca nell’impegno etico-sociale a favore di altri, ovvero rappresenta un atteggiamento di benevolenza, di comprensione che si manifesta fino al punto di esprimersi in uno sforzo attivo e gratuito, teso a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che abbia bisogno di un aiuto. Questo vuol dire condividere le parole del dono come prendersi cura, civismo, coesione sociale, partecipazione, responsabilità condivisa, disponibilità, solidarietà ed altro ancora.

L’importanza di questi concetti è sancita anche dall’Art 2 della nostra Costituzione che recita così: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Alcuni numeri che spiegano meglio le dimensioni del mondo del volontariato, di quante sono le persone che si impegnano come volontaristicamente nella solidarietà.

In Italia circa 7 milioni (13%) di persone si impegnano gratuitamente per gli altri o per il bene comune: 4 milioni (7,6%) degli italiani lo fanno all’interno di organizzazioni e 3 milioni (5,8%) individualmente. Il tasso di volontariato è pari al 12,6 per cento della popolazione: un italiano su 8.

Era il 6,9 per cento nel 1993, e il 10 per cento nel 2011. Il 21,8% rappresenta il tasso di volontariato totale in Trentino, regione ampiamente in testa alla classifica. Il Veneto è secondo con il 17,2 per cento. Le regioni con la percentuale più bassa sono invece la Puglia (8,5 per cento) e la Campania (7,9 per cento).

La fascia di età compresa tra i 55 e 64 anni rappresenta il numero maggiore di volontariato totale, il 15,9 per cento. Il valore scende man mano che scende l’età, anche in ragione del minor tempo libero: il valore più basso è il 10 per cento nella fascia di età 14-24. Ma scende anche per le persone più anziane: tra le persone con più di 75 anni il tasso di volontariato è il 5,9 per cento.

Per far crescere la solidarietà e l’impegno civico credo che sia di primaria importanza investire nell’educazione, nell’istruzione universitaria e nella cultura, non sono certamente le risorse economiche la variabile determinante per accrescere le probabilità che una persona faccia volontariato, bensì le risorse socio-culturali.

Il concetto di “DONO” si coniuga bene con alla sfera più ampia dei sentimenti di altruismo, condivisione, reciprocità, amicizia, solidarietà, cioè tutte quelle caratteristiche che dovrebbero essere alla base dell’impegno costante di ogni cittadino, ed è sviluppando quel senso civico che la cultura della solidarietà può prevalere sui sentimenti di egoismo ed indifferenza alla base delle divisioni e differenze sociali.

In Italia vi sono oltre 9000 persone in lista di attesa per un trapianto di organo (Cuore, Fegato, Reni, Cornee, Polmone), unica terapia possibile per sperare di tornare a vivere. In Campania sono oltre 1200 i concittadini iscritti nella lista regionale di attesa per un trapianto. A questi malati è rivolto l’impegno dei volontari, AIDO in particolare che si impegnano giornalmente nella divulgazione della cultura del DONO, per offrire a tutti la possibilità di avere la speranza di una cura che non si ottiene con un farmaco che si compra in farmacia, ma con il trapianto di un organo frutto di un dono di amore.    

Prendendo a prestito il principio ispiratore dei Rotariani sancito 115 anni fa dal loro fondatore: “Servire al di sopra di ogni interesse personale”, ritengo che potrebbe essere il motto  che diventa uno stile, una filosofia di vita, ed in quanto tale prendendo coscienza dei problemi di una comunità si cerchi di mettere in campo tutte quelle risorse, umane ed economiche per la realizzazione di progetti che rappresentino a seconda delle realtà in cui si opera una speranza di cambiamento o miglioramento di vita.

Essere solidali ci fa sentire meglio con noi stessi oppure è solidale chi si sente meglio con se stesso?

E’ una domanda a cui credo non ci sia una risposta certa ma sicuramente stendere le proprie mani verso la sofferenza, verso gli ultimi è quel segno che la nostra società può sperare in un futuro migliore e se non lo facessimo mancherebbe anche solo la speranza.

Gugliemo Venditti  – Medico specializzato in Nefrologia, Docente di Nefrologia presso la “Sapienza” di Roma (corso di laurea in Scienze infermieristiche), Dirigente Medico presso il reparto di Nefro-Dialisi del P.O. “F. Veneziale” di Isernia. Consigliere Nazionale dell’A.I.D.O. (Associazione Italiana Donatori di Organi, Tessuti e Midollo), già Vice Presidente Nazionale. Relatore in numerosi convegni e conferenze, co-autore di pubblicazioni scientifiche anche internazionali. Oltre la specializzazione, si perfeziona in: “Diagnosi e Terapia delle Cefalee”; “Prevenzione delle Nefropatie”; “Chirurgia dell’Accesso Vascolare” presso U.O. Vascolare e trapianto di Rene Ospedale Maggiore Policlinico – Università degli Studi di Milano”; “Esecutore BLSD” Rianimazione Cardiopolmonare”; “Ecografia Nefrologica ed Ecocolor doppler”. Master in Master in “Management per la Direzione delle Organizzazioni e delle Aziende Sanitarie”. E’ laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Email: guglielmove@gmail.com

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