Picea abies, l’albero di Natale

 Picea abies, l’albero di Natale

Insomma, l’abete rosso. Come piantarlo (anche in vaso…), curarlo e -soprattutto- come NON BUTTARLO indegnamente dopo le feste! Simbolo di longevità e resistenza ormai associato alla nascita del Dio-bambino.

Parliamo di una pianta che tutti associano alla festività: l’abete rosso (Picea abies) o albero di Natale. E, soprattutto, ricordiamo cosa NON fare alla conclusione natalizia.

Diffuso sulle Alpi e in buona parte delle foreste europee, l’abete rosso, o peccio, è un albero di prima grandezza che può raggiungere i quaranta metri d’altezza. Ha portamento eretto, con un tronco dritto e una chioma conica, più o meno stretta (tende a esserlo maggiormente nelle zone con elevata altitudine).

Come gran parte delle conifere è sempreverde. In aprile o maggio matura gli sporofili (i “fiori”), di forma conica. Quelli femminili (macrosporofili) sono più grandi, dapprima eretti, poi penduli, e nascono all’apice dei rami. Quelli maschili (microsporofili) sono più piccoli (solitamente di circa un centimetro di lunghezza) e compaiono anch’essi nella zona apicale del ramo, solitamente alla base di quelli femminili.

Una volta impollinati, gli sporofili femminili danno origine agli strobili, le “pigne” che tutti conosciamo, che hanno forma allungata e raggiungono dimensioni di dieci – venti centimetri di lunghezza e due – quattro centimetri di diametro. Una curiosità: l’abete comincia a fruttificare solo dopo diversi anni (da venti a cinquanta) dalla nascita.

Le foglie sono aghiformi, inserite singolarmente sul ramo, lunghe circa due centimetri e mezzo. Esse tendono a crescere su un piano orizzontale rispetto al ramo.

La coltivazione non è complessa, ma bisogna tener presente delle dimensioni che l’albero raggiungerà. Prima di piantarlo in giardino, quindi, considerate attentamente gli spazi di cui disponete, in modo da non dover intervenire con inopportune potature in futuro.

Il periodo migliore per l’impianto è l’autunno. Si dovrà scavare una buca più larga rispetto alla zolla dell’albero in modo da poter aggiungere una certa quantità di fertilizzante organico come compost, letame o stallatico, che permetterà una migliore ripresa dell’abete in primavera. Al momento dell’impianto si dovrà bagnare abbondantemente (anche se il terreno è già umido) in modo da far bene aderire il terriccio alla zolla o alle radici. Se l’esemplare è già abbastanza alto, può essere consigliabile porre un tutore, un palo a cui legare l’albero in attesa che il terreno si compatti e la pianta si affranchi producendo nuove radici. Quando ciò sarà accaduto (dopo un anno circa) si potrà togliere il tutore e lasciare che l’albero cresca liberamente.

È consigliabile annaffiare l’albero durante la prima stagione vegetativa successiva all’impianto, per permettergli di attecchire senza stress. Una volta attecchito a dovere non sarà più necessario irrigare, se non in caso di prolungati periodi di siccità durante la stagione calda.

Non è necessario potare l’abete rosso. Al massimo, si può eseguire una pulizia dei rami interni, che non ricevono luce, e di quelli secchi. Può essere utile una potatura di impostazione quando la pianta è giovane, tagliando i rami bassi che possono dare fastidio ed eventuali rami verticali che possano divenire doppi tronchi.

Si può coltivare l’abete rosso anche in vaso. Scegliete un contenitore di dimensioni adeguate, che contenga comodamente la zolla della pianta. Usate come substrato una miscela di torba, sabbia vagliata da muratore e terra argillosa in parti uguali. L’abete ama un terreno acido o sub-acido, ma si adatta facilmente anche a terreni diversi, quindi se non avete modo di usare la miscela indicata, usate la terra del vostro giardino o un terriccio universale di quelli in commercio.  

Ovviamente, in vaso la pianta avrà bisogno di essere annaffiata regolarmente: bagnate quando vedete che il terriccio del vaso è asciutto, facendo attenzione a bagnare bene tutto il terriccio del contenitore. Evitate, soprattutto nella stagione fredda, di lasciare acqua nel sottovaso.

Le concimazioni possono essere utili finché la pianta è ancora piccola, se coltivata in piena terra, mentre saranno necessarie se coltivata in vaso. Si possono usare concimi organici, come quelli citati in precedenza, o concimi minerali e di sintesi. In ogni caso è meglio usare concimi complessi, con tutti i nutrienti necessari. Per le piante coltivate in vaso sono molto comodi i concimi liquidi, che si trovano facilmente anche al supermercato. Un concime universale o per piante verdi andrà benissimo. Per le dosi e la frequenza della concimazione, si seguano le istruzioni riportate sull’etichetta del prodotto usato (per i concimi liquidi che si trovano al supermercato solitamente si fa una concimazione ogni quindici giorni). Durante la stagione invernale, periodo in cui la pianta è in dormienza, si sospendono le concimazioni.

Se lo portate in casa per decorarlo ricordatevi che lo sbalzo di temperatura e l’interruzione della dormienza invernale fanno soffrire la pianta. Tenetelo dentro, dunque, meno tempo possibile.

La riproduzione dell’abete rosso avviene per lo più tramite semina. I semi si ricavano dalle pigne e si trovano anche in commercio. Si devono seminare su un substrato di torba e sabbia in parti uguali (o un altro terriccio drenante) in autunno, lasciandoli all’esterno. In primavera spunteranno le piantine. I semi necessitano di subire un periodo di freddo per spuntare.

Si possono praticare anche la margotta e la propaggine, ma la formazione delle radici è lenta. La talea invece non è praticabile.

L’abete rosso ha anche significati di tipo simbolico. Anticamente rappresentava la longevità e la resistenza alle difficoltà. Si lega anche al solstizio invernale: il suo essere sempreverde rappresenta l’opposizione all’oscurità. Forse per questo esso è entrato nel simbolismo cristiano, rappresentando la nascita di Cristo, nuova Luce che trionfa sull’oscurità e sulle tenebre, divenendo il celeberrimo albero di Natale.

Un’ultima nota. Ogni anno migliaia di abeti vengono venduti per le festività e poi buttati. Se non avete un giardino dove piantarlo, regalatelo al vostro comune, o a qualche associazione che lo riutilizzi per rimboschire. In questo modo si contribuirà anche alla salvaguardia dell’ambiente.