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Lo scetticismo, maschera della sofferenza


La sofferenza dell’arrogante deriva da una identità fasulla e presa in prestito da qualcuno. Il confronto è evitato, quindi si rimane bloccati

La gente smetterebbe di soffrire se smettesse di essere scettica. A volte crediamo di non aver bisogno di imparare. Ci vuole onestà con se stessi per capire che si è scelto il vittimismo, ma nessuno ci ha reso delle vittime perenni.

Ciò che ci sta succedendo fuori è il riflesso di ciò che accade dentro: vediamo ingiustizie, povertà, indifferenza, ma forse non ci accorgiamo che ingiustizia, povertà e indifferenza sono nate ed elaborate a priori dentro di noi.

Nulla di ciò che ci capita avviene in modo indipendente dalle nostre scelte. Non ce ne rendiamo conto. Basterebbe fermarci a vederci da fuori per capirlo. 

Forse l’atto più rivoluzionario per noi stessi sarebbe guardarsi dentro, ascoltarci e osservare altri punti di vista che ci possano arricchire. Occorre coraggio per ammettere che c’è qualcosa che non va… dentro. Occorre coraggio per partire da quel pensiero e iniziare il cambiamento.

La gente convinta di essere scettica, in realtà è arrogante e lo dico senza giudicarla.

L’arrogante soffre perché si aggrappa a un’identità chiesta in prestito, perché spesso non è neanche sua e rifiuta il confronto.

Questa è la peggiore decisione e porta alla sofferenza.

Prima di credere a qualsiasi cosa insegni un “maestro”, o un libro, bisogna provare certe cose sulla propria pelle per verificare e vedere se sono vere o meno.

È assurdo essere scettici senza neanche provare a capire, a verificare, se ciò che è affermato potrebbe servire.

Immagine: Photo by Aarón Blanco Tejedor on Unsplash

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