L’amore al tempo del Coronavirus

I social, le chat, la distanza. I nuovi modi di affetto e sessualità. Intervista alle psicologhe. Ricordate: in caso di abusi il numero 1522 è attivo h24, così come i centri antiviolenza. La nuova educazione sessuale.

Alzi la mano chi non si è sentito smarrito in queste settimane “fuori dal comune”. Lo stravolgimento improvviso della nostra routine quotidiana, vissuto come fenomeno comunitario, oltre che individuale, sta avendo un impatto psicologico variabile su ciascuno di noi.

Essendo questa una rubrica di educazione sessuale, abbiamo scelto di indagare quanto questa peculiare e inedita situazione di isolamento possa condizionare i legami di coppia. Lo faremo grazie all’aiuto di due psicologhe professioniste, la Dott.ssa Lucia De Rosa e la Dott.ssa Francesca Rea.

Partiamo da chi è “distante”. Sono molte le persone a essersi ritrovate isolate dal partner, in particolar modo le coppie di fidanzati non conviventi. Divise da tanti o da una manciata di kilometri, queste coppie si sono ritrovate “spiazzate” e costrette a elaborare nuove strategie.

Cosa consiglierebbe di fare per tutelare una relazione a distanza in questo momento peculiare? Quali sono le certezze che vacillano e come invece fondarne di proprie attraverso il legame emotivo o la propria resilienza? Come, infine, costruire una routine di coppia… a distanza?

Dott.ssa Rea: In questa nuova situazione ci troviamo di fronte all’incertezza, alla vulnerabilità della nostra identità, delle nostre relazioni e della nostra routine quotidiana e inevitabilmente della nostra routine di coppia.

La distanza fisica imposta non deve essere identificata con quella emotiva, la tecnologia gioca a nostro vantaggio e per questo possiamo sfruttarla saggiamente. Come possiamo fare?

Semplicemente utilizzando i canali a nostra disposizione: incentiviamo le videochiamate (WhatsApp, Skype), per poterci guardare negli occhi, sorridere; restiamo aperti con i nostri partner sui nostri dubbi, i nostri desideri e costruiamo una lista di cose da fare “dopo”, quando saremo di nuovo insieme (pianifichiamo un viaggio, un weekend, una cena). Mandiamoci messaggi durante la giornata con foto o emoticon.

Mi preme però porre l’attenzione su due fattori importanti: idealizzare fa bene, ma non troppo, cerchiamo di restare razionali (la coppia potrà maturare se resta razionale) e prestiamo attenzione alle forme virtuali di sessualità.

Ricordiamo di valutare bene a chi mandare foto erotiche. Stiamo parliamo di un partner di cui abbiamo fiducia, che conosciamo da molto tempo? Se la richiesta, in qualche modo, vi reca fastidio o la trovate poco accattivante, pressante, continuata, evitate di inviare vostre foto erotiche o parlatene con il/la partner.


Per una coppia convivente e “confinata” sotto lo stesso tetto, quali i consigli per vivere serenamente la relazione in un momento di tensione (paura, ansia, preoccupazione economica, gestione eventuale bambini) e riscoprire la saldezza del proprio legame.

Dott.ssa De Rosa: L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha imposto di restare in casa in maniera improvvisa e senza la possibilità di abituarci gradualmente a tale nuovo sistema di vita.

Questo ha sicuramente modificato, tra le tante cose, il nostro modo di stare in relazione, facendo “saltare” gli equilibri su cui avevamo, in precedenza, impostato i nostri rapporti.

Ciò ha prodotto la necessità di fare i conti con la riorganizzazione della quotidianità della relazione con l’altro. Partner che prima erano abituati a stare molto tempo fuori casa, necessariamente devono confrontarsi con la riscoperta di un rapporto basato su nuove regole.

Non tutti godono di spazi vitali in cui suddividere le attività della quotidianità, per cui mantenere uno spazio individuale all’interno di uno spazio occupato da un partner ed eventualmente dai figli diventa una riorganizzazione che può andare sia nella direzione della scoperta di nuovi modi di stare insieme sia, all’esatto contrario, dell’impossibilità di farlo.

Ognuno, in tale emergenza, deve fare i conti con il proprio mondo interiore che risulta decisamente scosso, con il mondo esterno che è in una condizione di paralisi “da contagio” e con il mondo intermedio fatto dalle relazioni all’interno della propria abitazione.

Risulta pertanto evidente quanto la gestione emotiva collegata ai tre mondi possa essere fonte di stress, ansia e preoccupazione.

Il suggerimento che mi sento di dare è quello di ricavare uno spazio di confronto tra i partner, in cui esplicitare chiaramente le emozioni collegate alle esperienze attuali: questo non per invadere l’altro, ma per permettergli di conoscere anche gli aspetti meno visibili del nostro essere che inevitabilmente agiamo all’interno della relazione.

Allo stesso modo, sarebbe necessario ritagliare degli spazi di creatività, utilizzando quelle risorse “nutrienti” che ognuno possiede e che ristabiliscono un livello ludico nella relazione.


Trovarsi improvvisamente a vivere h24 con il coniuge/convivente, con lo smart working, senza possibilità di “evasioni”, sebbene in coppie armoniose, può incrementare i dissapori e i litigi? Come evitare/gestire liti e dissapori?

Dott.ssa De Rosa: Tentare di mantenere uno spazio individuale all’interno della relazione di coppia che, per forze esterne, si ritrova a vivere h24 in condivisione: questa è l’indicazione che mi sento di dare.

Tale spazio consente a ogni partner di ricaricare le forze, mettere a posto i pensieri e rendere chiare le proprie emozioni. Solo in questo modo è possibile arrivare all’incontro con l’altro con una consapevolezza che evita le esplosioni.

Questo non garantisce l’inevitabilità di un litigio che rappresenta comunque una modalità per confrontarsi con l’altro. È chiaro che il litigio deve essere di natura costruttiva e quindi rappresentare uno spazio a due, in cui ognuno si sente libero di portare i propri vissuti, le proprie emozioni, le proprie esigenze.

Confrontarsi sulla tensione che sia la situazione di emergenza esterna, sia la propria emotività comportano è una strategia necessaria per evitare la degenerazione della litigiosità.


Cosa consiglierebbe alle coppie più “rodate”, dove la routine ha magari smorzato l’espressione dell’affettività?

Dott.ssa De Rosa: Restare in casa in maniera forzata e quindi non avendolo scelto sicuramente è una fonte di grande tensione, ma può diventare anche una grande occasione di riscoperta.

Trascorrere molto tempo negli stessi spazi può diventare un modo per ricominciare a guardare il proprio partner, per dedicare una carezza da tanto tempo sospesa e magari per ricominciare a fare l’amore. È chiaro che, nelle coppie in cui già prima dell’emergenza sanitaria c’era una forte tensione e aggressività, la vicinanza forzata può alterare in maniera negativa la relazione.

I miei suggerimenti vanno a quelle coppie in cui rimane presente un terreno fertile per la ricostruzione del rapporto. In tali coppie il tempo dilatato, la lentezza e la riorganizzazione degli spazi possono diventare alleati per tirare fuori la propria fantasia e ripristinare o reinventare la relazione, sia da un punto di vista affettivo, sia da quello sessuale.

L’assenza di frenesia determinata dalla quotidianità “nella norma” può contribuire a ripristinare uno stato di relax e gioco che sono le basi per mettere in pratica una sessualità e un’affettività soddisfacenti. Quanti di noi si ritrovano la sera sul divano a guardare un film senza più addormentarsi per la stanchezza della giornata trascorsa fuori oppure dopo pranzo hanno un tempo di relax completamente nuovo? Tali situazioni per esempio possono diventare un terreno fertile su cui costruire le proprie fantasie sessuali ed esplicitare le proprie richieste affettive


Non tutti i partner, però, vivono una relazione sicura in compagnia del convivente. I rapporti di abuso possono addirittura intensificarsi, se il partner abusato viene isolato con un individuo violento e prevaricatore. Cosa fare? Quali gli enti o le associazioni cui la vittima (con o senza figli) può rivolgersi?

Dott.ssa Rea: In questa situazione non posso non pensare a quanti vivono situazioni abusanti o maltrattanti non solo dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto psicologico. La convivenza forzata obbliga molti partner maltrattanti a restare in casa, con il rischio di amplificare le loro reazioni impulsive di rabbia e spesso aggressività.

I litigi potrebbero diventare sempre più intensi così come i fenomeni di manipolazione e aggressione (verbale, sessuale, fisica e psicologica).

Io vorrei mandare il messaggio che nonostante la quarantena sono attive le numerose associazioni sul nostro territorio che hanno numeri sempre funzionanti. Tra questi è opportuno fare riferimento sempre al numero 1522 attivo h24 e i centri antiviolenza che lavorano per le vittime abusate e i loro bambini.


Salutereste i lettori di Rubrics con degli stimoli o spunti di riflessione?

Dott.ssa Rea: Vorrei dare dei consigli utili ad affrontare questa nuova situazione di emergenza, in primis cerchiamo di gestire le nostre emozioni, quelle di paura e di rabbia, che viviamo quando siamo a contatto per tanto tempo con il nostro partner; manteniamo per quanto possibile una routine quotidiana, di cura di sé, inventiamoci modi diversi per passare il tempo anche con il nostro partner, se viviamo con lui; e soprattutto manteniamo i nostri legami sociali, con telefonate e videochiamate a parenti, amici, figli se sono lontani, genitori anziani, in modo da non sentirci soli. Rispettiamo le regole istituzionali e andrà tutto bene.

Dott.ssa De Rosa: Questa emergenza sanitaria sta rivoluzionando il nostro modo di percepire noi stessi, le nostre priorità e le nostre relazioni. Il mio invito è a sfruttare tale crisi per diventare più consapevoli del nostro mondo emotivo e di quanto siamo inseriti all’interno di tanti sistemi che forse, fino a oggi, occupavamo senza chiederci quali fossero le loro caratteristiche, le dinamiche e soprattutto se veramente li stavamo scegliendo per un nostro reale interesse o per senso di dovere. La speranza, in questo momento, è che, al ritorno alle nostre vite fuori da casa, saremo più abituati a dare valore a ciò che sentiamo.


Dott.ssa Lucia De Rosa – psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale, sessuologa. Cel.: 3396287994 -Mail: dr.ssaluciaderosa@gmail.com – Guida Psicologi: https://www.guidapsicologi.it/studio/drssa-lucia-de-rosa

Dott.ssa Francesca Rea – psicologa, psicoterapeuta individuale e di gruppo. Operatrice di Sportello Antiviolenza – Cel: 3489256615 – Mail: francescarea89@hotmail.it

Illustrazione di FIORELLA PONTILLO – Classe 1979. Si forma all’Istituto d’arte di San Leucio di Caserta (Architettura e arredamento), poi all’Accademia di Belle Arti Napoli (Decorazione). Si specializza in tecniche di stampa ad Urbino (PU), lavorando presso il museo della stampa come tecnico di laboratorio di litografia, serigrafia e calcografia. Lavora per un periodo come disegnatrice di accessori e gioielli per importanti aziende del made in Italy, frequentando anche un corso di orafo designer presso il Tarì (CE). Attualmente collabora con varie associazioni con corsi di stampa, come freelance illustratrice e ha sviluppato attraverso i suoi personaggi “Matrioska”, una serie di vignette/illustrazioni pungenti ed ironiche pubblicate in diversi giornali on-line. – Instagram: https://www.instagram.com/fiorellapmatrioska/


DISCLAIMER:
Diamo per scontato che la vicinanza fisica si manifesti tra individui che sono consapevoli di non rappresentare in alcun modo un rischio per il coniuge/convivente. In caso contrario, valgono i regimi, per quanto dolorosi, restrittivi e cautelativi diffusi dal Governo e dal Ministero della Salute.

Per approfondimenti, rimandiamo al seguente video de “Il Corriere”: www.youtube.com/watch?v=mUoVnBu8OnQ&list=PLuQ_VgwlqekgqSRd8gh-wmgEUkz2wXh42&index=48&t=0s

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