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Alle origini del Kung Fu


Secondo una leggenda le arti marziali cinesi nascono più di 4000 anni fa, al tempo dell’Imperatore Giallo Huang Di. Il mito, la storia ufficiale e le influenze mistico-filosofiche. Corpo e Spirito danzano tra guerra ed elevazione.

In occidente, l’insieme delle arti marziali cinesi è conosciuto con il termine di Kung Fu (Gong Fu secondo il sistema di romanizzazione ufficiale Pinyin), termine che invece in Cina indica “maestria, abilità”, nell’accezione di “ottenere delle abilità con un lavoro meritorio”, qualunque sia il campo di riferimento. Kung Fu infatti, formato dagli ideogrammi Kung (功), che indica “lavoro, merito” e Fu (夫), che indica genericamente un “uomo”, non ha una relazione diretta con “Arte Marziale”.

Pur non essendo sinonimo di arte marziale, Kung Fu lo è divenuto per estensione, in quanto il “raggiungimento dell’abilità” è uno degli obiettivi della pratica marziale. Molti storici concordano nell’attribuire l’origine dell’utilizzo del termine alla Cina Meridionale, in quanto di uso comune nelle province di Guangdong e Guangxi, dove il Cantonese era ed è il dialetto più parlato. Successivamente, in tempi più recenti, grazie anche all’influenza dei produttori cinematografici di Hong Kong, diventa di uso comune anche in Occidente.

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Il termine ufficialmente utilizzato in Cina per identificare le arti marziali di derivazione cinese è però Wu Shu (o la forma estesa Zhongguo Wushu). Analizzando gli ideogrammi che lo compongono, Wu (武) indica “militare, marziale” e Shu (术) “arte, tecnica”, si ottiene Arte Marziale. Il termine Wu Shu, a differenza del più recente Kung Fu, compare per la prima volta nel testoZhaoming Taizi Wenxuan – Raccolta letteraria del principe ereditario Zhaoming”, redatto tra il 501 e il 531 a.C..

Kung Fu e Wu Shu non sono gli unici termini utilizzati per indicare le arti marziali cinesi. Durante l’arco di migliaia di anni sono state indicate in modi diversi, tra cui “Quan Yong” (pugni e coraggio), “JiJi” (attaccare abilmente) e “WuJi” (arte della guerra o marziale), tra i più utilizzati ancora oggi. In questo articolo continuerò ad usare Kung Fu in quanto divenuto di uso comune.

La nascita del Kung Fu, che molti erroneamente identificano con quella del monastero Shaolin, si perde nella notte dei tempi. Molte sono le leggende ed i racconti tramandati fino ai giorni nostri, ma risalire con certezza storica alla sua nascita è impossibile, nonostante i ritrovamenti archeologici di affreschi raffiguranti posizioni marziali e scene di combattimento risalenti al 1700 a.C.

Secondo una leggenda popolare, le arti marziali cinesi hanno avuto origine più di 4000 anni fa, in epoca protostorica, al tempo del mitico Imperatore Giallo, Huang Di (circa 2697 a.C.), il fondatore della civiltà cinese, a cui sono attribuiti anche importanti trattati di medicina,astrologia e di arti marziali. Si narra che fu direttamente l’Imperatore Giallo ad introdurre il primo sistema di combattimento in Cina, ideando un sistema di lotta per sconfiggere il mitico mostro cornuto Ch’ih Yu, molto probabilmente una figura allegorica per rappresentare ungenerale militare dell’epoca.

Abbandonando le leggende, è durante la dinastia Zhou (1045-256 a.C.) che troviamo i primi riferimenti storici alle arti marziali cinesi. Nel testo degli “Annali di primavera e autunno” è menzionato un tipo di combattimento corpo a corpo, che utilizzava tecniche “dure” e “morbide”.

Mentre nel “Classico dei riti” è menzionato un sistema di lotta chiamato Jiao Li (il wrestling cinese), che includeva anche tecniche di manipolazione delle articolazioni e attacchi ai punti di pressione. Il Jiao Li divenne, durante la dinastia Qin (221-207 a.C.), uno sport per il divertimento di corte, in cui i concorrenti, soldati addestrati anche al tiro con l’arco e alle strategie militari, lottavano su una piattaforma rialzata chiamata “Lei Tai”. La ricompensa per i vincitori era di essere assunti come guardia del corpo dell’imperatore, o diventare istruttore di arti marziali per il corpo militare imperiale. Il Jiao Li fu insegnato ai soldati cinesi per molti secoli e la sua popolarità ha influenzato le arti marziali cinesi fino alla

fine della dinastia Qing.

Durante la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.) il combattimento a mani nude era diventato sempre più popolare. Si suppone che il primo moderno stile di combattimento di Kung Fu si sia sviluppato nel periodo tra la dinastia Han e quello dei Tre Regni (220-265 d.C.). In questi secoli infatti, incontriamo i più popolari eroi delle arti marziali cinesi.

Il più famoso è sicuramente Kuan Yú (Guān Yǔ), meglio conosciuto come il “Generale Kuan”. Emblema di coraggio, lealtà e dedizione, durante la dinastia Ming fu addirittura divinizzato. Caratteristica del generale Kuan era la maestria con cui maneggiava l’alabarda che da allora, in suo onore, si chiama Kuan Dao. Nella mitologia cinese è considerato il dio della guerra e delle arti marziali ed in suo onore sono stati eretti numerosi templi. Nelle Scuole tradizionali di Kung Fu è comune trovare una sua statua, gli si attribuisce simbolicamente il ruolo di proteggere la Scuola, la famiglia del Maestro ed i suoi allievi!

Un altro fondamentale personaggio vissuto in quegli anni è il famoso chirurgo taoista Hua To (190-265 d.C.) che ideò una serie di esercizi ispirati ai cinque animali: l’orso, il cervo, la scimmia, la gru e la tigre. Questi esercizi, anche se perfezionati e modificati nel tempo, formano ancora oggi le fondamenta di molti esercizi del Kung Fu e molto probabilmente hanno anche influenzato la creazione di sistemi di combattimento ispirati agli animali, come quelli praticati al tempio di Shaolin alcuni secoli più tardi.

Nel 426 d.C. viene fondato il famoso monastero di Shaolin. La più antica testimonianza della partecipazione dei monaci ad un combattimento è presente in una stele del 728 d.C. che attesta di una difesa del monastero dall’aggressione dei banditi avvenuta intorno al 610 d.C. e ad un loro decisivo ruolo nella battaglia di Hulao nel 621 d.C. Nella successiva dinastia Song (960-1279 d.C.) si formarono numerose scuole, si sviluppano molti stili, sia a mani nude che con le armi, ma è durante le dinastie Ming (1368-1644 d.C.) e Qing (1644-1911 d.C.) che nascono e si sviluppano i concetti del moderno Kung Fu.

Il Kung Fu, come tutte le arti cinesi, ha inevitabilmente subito l’influenza filosofica nei vari periodi storici in cui si è evoluto, in particolare quelle del Daoismo, del Buddhismo e del Confucianesimo. La filosofia Daoista, ad esempio, con il suo approccio alla salute e all’esercizio fisico ha molto influenzato le arti marziali cinesi ed i suoi concetti si ritrovano in tanti stili, come ad esempio in quelli dello Zui Quan, la boxe dell’ubriaco, in cui sono presenti tecniche attribuite alle caratteristiche degli Otto Immortali.

A propria volta il Kung Fu ha influenzato la cultura popolare. Le influenze delle arti marziali si possono trovare nella danza, nel teatro, nella letteratura e soprattutto nell’opera cinese, di cui l’opera di Pechino è tra le più famose. In questa forma popolare di dramma, risalente alla dinastia Tang, sono presenti numerosi movimenti delle arti marziali e spesso artisti marziali figurano come attori dell’opera. Di recente, queste influenze si sono estese ai film ed alla televisione, con la conseguenza di aver fatto diffondere e conoscere le arti marziali cinesi in tutto il mondo.

Bibliografia: Storia della Cina, Mario Sabattini, Paolo Santangelo, Laterza, 2005; La terminologia del Wushu, I parte, ENERTAO XVII Numero 1, Stefano Zamblera, 2009; Il monastero di Shaolin. Storia, religione e arti marziali cinesi, Astrolabio Ubaldini, 2011; Viaggio nel Kung Fu, Luni Editrice, Giuseppe Giosuè, 2015; Wushu ed arte rupestre cinese, Stefano Zamblera, 2019.

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