Shàolín, tra Buddismo Chan e Arti marziali

Sulle pendici del Monte Sacro, uno dei templi più famoso al mondo. Dove eremiti, illuminati e pellegrini hanno scritto una storia lunga secoli. Tra prove estreme e cronache che spesso sconfinano nel leggendario.

Il Tempio di Shàolín (Shàolín Sì, 少林寺), oggi famoso per le abilità dei monaci nelle arti marziali, argomento che affronteremo nella seconda parte dell’articolo, è tra i più importanti templi buddisti cinesi e riconosciuto patrimonio mondiale dell’Unesco.

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Ubicato nella contea del Dengfeng, regione dello Henan centrale, nei pressi di Luoyang, antica capitale della Dinastia Wei del Nord (386-534), è collocato alle pendici del Monte ShaoShi, tra i più alti della catena Song. Sono proprio la sua posizione e la presenza al tempo della costruzione di una foresta, in cinese Lin, che probabilmente danno il nome al monastero.

Da sempre le montagne in Cina sono considerate sacre e dai poteri divini, perciò la maggior parte dei luoghi di pellegrinaggio sono collocati in zone montagnose e il tempio di Shàolín non fa eccezione. La stessa espressione cinese per il pellegrinaggio, Chao Sheng, è una versione abbreviata di Chao Bai Sheng Shan, ossia “rendere omaggio alla montagna sacra”.

Il Monte Song, sede tra l’altro di uno dei più grandi ed antichi Templi Taoisti, quello della Vetta Centrale (Zhongyue Miao) che oggi ospita la setta Quan Zhen, fin dai primi secoli dopo Cristo è stato meta di pellegrinaggi da parte di eminenti taoisti oltre che di visite immaginarie dei mistici che vi arrivavano meditando grazie all’ausilio di Mappe Spirituali. Song Shan è infatti una delle Cinque Vette Sacre (Wu Yue), vette che guardando a nord, sud, est, ovest ed al centro, proteggono la Cina.

Secondo la tradizione, il tempio fu fondato nel 496 per volontà dell’imperatore della Dinastia Wei settentrionale Xiaowen. L’imperatore venerava la figura di un monaco indiano di nome Fotuo (o Bátuó) che aveva trasmesso il Dharma al monaco cinese Sēngchóu proprio sul monte Song. 

Il Tempio di Shàolín è strettamente legato alla figura di Bodhidharma (Damo in cinese), ritenuto il fondatore del Buddismo Chan dai maestri di questa corrente. La Scuola Chan (Zen in giapponese), il cui nome evidenzia l’importanza della meditazione, fiorita nel VIII secolo rivendicava tra le caratteristiche fondamentali che la verità rivelata dal Buddha poteva essere trasmessa oralmente da Maestro a discepolo, senza più l’ausilio delle scritture. Per dimostrare, quindi, che il Dharma del pensiero (XinFa) era stato trasmesso loro secondo una genealogia che giungesse direttamente a Damo, i maestri Chan fornirono un passato alla propria scuola tracciando una successione di patriarchi cinesi e indiani fino a lui.

In numerose opere della letteratura buddista medioevale vi sono leggende narranti la presenza del monaco sul monte Song. Nel Prezioso registro della trasmissione del dharma (ca. 710), Damo viene identificato proprio con il monastero, dove si suppone abbia meditato per anni rivolto verso un muro.

Lo stesso scritto fa riferimento al gesto estremo di Huike che per dimostrare la sua fedeltà a Damo e la sua determinazione ad ottenere l’insegnamento si amputa un braccio. Grazie a tale dimostrazione fu guidato da Bodhidharma all’illuminazione divenendo, secondo la tradizione, il secondo patriarca del Buddismo Chan.

La storia di Huike è anche incisa in una stele presente al Monastero, datata 798, così come altre testimonianze archeologiche presenti sempre su steli del tempio menzionano il soggiorno di Damo al monte Song.

Oggi, la maggior parte degli studiosi, pur concordando sulla reale presenza del missionario nella regione del Luoyang dove diffonde i suoi insegnamenti dal 480 fino al 520, ritiene leggendario un suo ruolo nella fondazione del buddismo chan, nato un secolo dopo la sua morte. Alcuni autori suggeriscono che quando Fǎrù (VI patriarca del Buddismo Chan) si stabilì nel 686 al Tempio di Shàolín e vi diffuse le dottrine della scuola Dámózōng (nome originario del buddismo Chán), si creò una sintesi sui personaggi di Bodhidharma, Fotuo e Sēngchóu, probabile origine della leggendaria presenza di Damo a Shàolín.

La venerazione di Bodhidharma culmina con la costruzione nel monastero di un tempio a lui dedicato, conosciuto con il nome di Eremo del primo Patriarca. Iniziarono numerosi pellegrinaggi e visite turistiche che includevano l’eremo stesso e la famosa caverna dove Damo avrebbe ipoteticamente meditato. Durante la dinastia Song, il monastero divenne la scuola più autorevole del buddismo cinese e la figura di Bodhidharma contribuì a rafforzare la santità di Shàolín.

Infine, durante il periodo di transizione dalla dinastia Ming a quella Qing, Damo viene associato anche alla creazione delle arti marziali di Shàolín.

Bibliografia: Storia della Cina, Mario Sabattini, Paolo Santangelo, Laterza, 2005; Il monastero di Shaolin. Storia, religione e arti marziali cinesi, Astrolabio Ubaldini, 2011; Shaolin, alle origini dello zen e del kung fu, L’ippocampo, 2008;Le Filosofie Orientali, J.M. Koller, Ubaldini, 1971.

Immagine: Lukasz Duszak su Unsplash (@lukeli)

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