Pasqua in comunità

«Io resto in comunità, voi restate a casa!» – La risalita dalla tossicodipendenza durante la quarantena. I ragazzi del “Centro Le Ali” non incontrano i familiari da più di un mese. Difficoltà che si sommano e costringono a maturare rapidamente.

Sul tema delle dipendenze e dei programmi di riabilitazione il “Centro Le Ali Onlus”, da anni, ha esperienza e memoria di una molteplicità di casi critici e finanche drammatici. La parte di rubrica riporta la narrazione di Anna Maria Borghi, Presidente del Centro e la testimonianza di Oleg, un ospite della comunità.

Premessa redazionale

Entro in comunità e quello che subito avverto è un intenso profumo che proviene dalla cucina.

Emanuele mi viene incontro e, senza neppure permettermi di lasciare la borsa, mi trascina con entusiasmo: “Vieni, Vieni a vedere”. I casatielli sono un tipico dolce casertano del periodo pasquale, la cui preparazione richiede non poca abilità. I dolci sono venuti bene, alti, ben cotti, ma quello che rappresentano va ben al di là del loro sapore o aspetto.

Vivere in Comunità in questo momento non è sempre facile. I nostri ragazzi non incontrano i familiari da almeno 45 giorni, ma li sentono e li vedono solo per videochiamata. La “pesantezza” del momento spesso si fa sentire e occorre trovare forti motivazioni dentro di sé per mantenersi fermi nelle proprie responsabilità.

È compito degli operatori e degli “anziani” di casa creare occasioni e situazioni che rendano piacevoli i tanti momenti di condivisione. Mantenere un equilibrio tra la realtà e le proprie emozioni è possibile solo se ci si rende disponibili a esternare le proprie difficoltà e riconoscere nell’altro una risorsa.

È esattamente questo che i nostri ragazzi imparano a fare: “come un uomo parte di un tutto, con il suo contributo da offrire”. Non è solo una frase della filosofia di Progetto Uomo, ma per molti è diventato uno stile di vita e i nostri ragazzi lo confermano in molti modi.

È con entusiasmo che partecipano alla preparazione dei pasti a favore dell’Associazione “L’Angelo degli ultimi”, che si occupa di sostenere i senzatetto. Quest’impegno si trasforma in un’occasione di riscatto e di riconoscimento delle proprie potenzialità e imparano ad essere protagonisti del proprio avvenire, anche quando gli strumenti a loro disposizione sono pochi.

Oleg, ospite della comunità, così si racconta:

Per me non è facile gestire i sentimenti e le emozioni che caratterizzano le mie giornate. Ho sempre paura di quello che può accadere alla mia famiglia che si trova all’estero. Tutto questo allo stesso tempo mi sta rendendo più responsabile e mi sta facendo capire quanto è importante fare la propria parte, quanto è importante dare il proprio contributo emotivo e comportamentale per superare questo momento così difficile. Vi lascio con una frase che è molto importante perché ci aiuta a tutelare noi stessi e chi ci circonda: IO RESTO IN COMUNITA’, VOI RESTATE A CASA”.

Immagine: la fotografia appartiene al “Centro Le Ali”

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